Milena Vukotic il 1 marzo al teatro Boni

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Dopo lo spettacolo “Un comico fatto di sangue” con Alessandro Benvenuti, in programma giovedì 26 febbraio alle ore 21 e per il quale si preannuncia il pienone, la stagione del Teatro Boni di Acquapendente proseguirà domenica 1 marzo (ore 17.30) con “Regina Madre” di Manlio Santanelli. Sul palcoscenico Milena Vukotic e Antonello Avallone, che ne è anche il regista. Scene e costumi di Red Bodò.

Commedia a due personaggi ambientata ai nostri giorni, “Regina Madre” prende le mosse da un classico ritorno a casa. Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio naufragato, che ancora lo coinvolge, e di un’attività giornalistica nella quale non è riuscito ad emergere, un giorno si presenta a casa della madre dichiarandosi deciso a rimanervi per poterla assistere nella malattia. In realtà egli nutre il segreto intento di realizzare uno scoop da cronista senza scrupoli: raccontare gli ultimi mesi e la morte della vecchia signora. Ma la vecchia signora, di nome Regina, seppure affetta da ogni specie di infermità, appartiene alla categoria delle matriarche indistruttibili. Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni.

Fa da cornice alla vicenda un interno dall’aria domestica e rassicurante, che però, nell’offrire un perimetro ben preciso ai fantasmi mentali dei protagonisti, finisce per assumere i toni e le suggestioni di un realismo allucinato. In questo microcosmo dai confini continuamente invocati e negati, madre e figlio si inseguono, si cercano e si respingono saccheggiando presente, passato e futuro, in una incalzante altalena di emozioni che hanno nel grottesco la tonalità dominante.
A soccombere, alla fine, sarà il figlio. Ma, come sempre accade nelle coppie legate per la vita e per la morte, anche qui non sarà possibile, e neanche legittimo, distinguere il vincitore dal vinto. Rappresentata in tutta Europa e ancora in scena in molte nazioni, “Regina Madre” vanta, tra le sue prime recensioni, quella di Eugène Ionesco.

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