Meroi: la Regione ci deve dare una risposta sull’arsenico

arsenico nell'acqua

Il presidente della Provincia prova a usare la stampa come megafono nella speranza di ottenere una risposta dall’assessore alle Infrastrutture e all’Ambiente Fabio Refrigeri sulla situazione arsenico. 

Era il 9 ottobre, quando Meroi con il vicepresidente ed assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani e su esplicita richiesta dei sindaci dell’Ato 1 Lazio Nord Viterbo, ha richiesto con una lettera all’assessore regionale, la disponibilità per un incontro da tenere a Viterbo con tutti i primi cittadini della Tuscia, per fare il punto sullo stato d’avanzamento delle opere necessarie a fronteggiare l’emergenza arsenico.

Così, in una nota, la provincia di Viterbo. «Il 31 dicembre – ricorda Meroi – scade l’ultima deroga concessa ai Comuni che hanno concentrazioni di arsenico nelle acque destinate al consumo umano superiori a 10 microgrammi litro. I sindaci non sanno dove mettersi le mani perché sullo stato delle opere e sulla loro ultimazione regna l’incertezza totale. Quel che è più grave è dover leggere le dichiarazioni dei rappresentanti di comitati che sostengono di possedere tutte le informazioni sullo stato degli interventi nel territorio della Provincia di Viterbo, informazioni che gli sarebbero state trasmesse proprio dalla Regione. Ne prendiamo atto – aggiunge – però forse certe informazioni sarebbe utile farle pervenire anche ai rappresentanti istituzionali, all’Ato e soprattutto ai sindaci, ossia la massima autorità sanitaria sul territorio. Saranno proprio i sindaci a dover poi vietare l’utilizzo dell’acqua da parte dei cittadini nel caso in cui la realizzazione dei dearsenificatori non fosse ultimata. Per questo abbiamo richiesto un incontro all’assessore Refrigeri invitandolo a presiedere una riunione dell’Ato alla presenza di tutti i sindaci e dei dirigenti della Talete. Ho inviato una richiesta scritta – riferisce Meroi – e da giorni sto tentando di contattarlo per avere delucidazioni sulla sua disponibilità a prendere parte a questo incontro e poter così procedere a convocare la riunione secondo le disponibilità concrete del rappresentante regionale».

«A questo punto mi rivolgo alla stampa – prosegue ancora – e lancio un appello pubblico all’assessore Refrigeri affinché al più presto dia un segnale concreto, in un senso o in

un altro. Non soltanto sulla questione relativa al servizio idrico ma anche sul futuro dell’istituto professionale di Civita Castellana Ivan Rossi. Anche su questo problema infatti siamo in attesa di risposte da parte di Refrigeri. Attendiamo fiduciosi – conclude il presidente della Provincia – che dalla Regione ci pervenga una risposta».

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