Melissa Rossi, vincitrice del Romiti Junior: l’omertà si combatte scrivendo

Diego Galli

“Non ce la faceva più. Aveva resistito benissimo per tutto quel tempo, ma ormai era stremata dalle torture. Cominciavano a realizzare che non avrebbe collaborato con loro, non le restava molto tempo. Le sfuggiva la ragione per cui non l’avessero ancora uccisa; sicuramente stavano cercando di capire come erano stati scoperti”.

Questo l’incipit de “La Scelta”, il racconto giallo-noir che ha permesso alla quasi diciassettenne Melissa Rossi di vincere la seconda edizione del Premio Romiti Junior, dedicato ai giovani talenti delle scuole superiori della Tuscia.
Una liceale di Soriano nel Cimino, che ha appena concluso il terzo anno del Liceo Scientifico Ruffini di Viterbo e che davvero non si aspettava di vincere, anche se non è una faccia sconosciuta ai premi letterari locali. Tra le sue esperienze precedenti si annovera quella del concorso “Canto e Disincanto”, vinto per ben tre volte grazie a degli scritti originali e coinvolgenti. “I racconti che facevo da piccola erano diversi però, erano quasi tutti di tipo fantastico, un genere che ho poi abbandonato crescendo. Solo una volta prima d’ora mi ero approcciata a un giallo”. Ora la giovane scrittrice è interessata a più generi, vuole sperimentare e affinare la sua abilità e ha già in mente qualche idea per il prossimo elaborato.
La sua passione letteraria è cominciata in tenerissima età. Già dalla seconda elementare Melissa inondava i suoi quaderni con fiumi di parole, anche grazie alla maestra Giovanna, che ricorda con tanto affetto e gratitudine: “Ho avuto una maestra che ci faceva scrivere un tema al giorno. È stato molto impegnativo, ma ci ha allenato tantissimo alla scrittura”.
Crescendo, l’amore per l’arte dello scrivere ha continuato a coinvolgerla ed emozionarla, fino ad arrivare al Laboratorio di Scrittura Creativa, un corso extrascolastico offerto dal Liceo P. Ruffini e organizzato dalla professoressa Paola Annese. Qui Melissa ha potuto incontrare altri come lei, appassionati dello scrivere, e venire a conoscenza del Premio Romiti Junior organizzato da Ombre Festival. Piano piano, e grazie al supporto di amici, familiari e professori, “La Scelta” ha cominciato a prendere forma, pagina dopo pagina (anche se l’idea originale per la trama era differente, svela la giovane).
Come ci spiega Melissa, il racconto parla di un’investigatrice impegnata nell’indagine di un traffico di organi di bambini. Una tematica decisamente forte e allo stesso tempo originale, che ha permesso al suo elaborato di spiccare tra gli 80 partecipanti. Le fondamenta del romanzo breve sono nate durante una sua partecipazione all’Italian Model United Nation, una simulazione delle Nazioni Unite svoltasi a Roma negli scorsi mesi che ha permesso a molti giovani di approcciarsi a differenti problematiche, tipiche di varie aree del mondo: in questo caso si trattava del traffico illegale di bambini.
“La Scelta” promette di catturare il lettore velocemente, soprattutto grazie alla totale immersione che la scrittrice ha potuto raggiungere durante la stesura. “Alcuni amici mi hanno detto che il mio racconto era molto sentito”, spiega Melissa, “la tematica era originale e mentre scrivevo ho potuto immergermi completamente nei personaggi… sentire tutto come se fosse vero”.
Altri ringraziamenti della giovane vincitrice vanno alla professoressa Zafettieri, sua insegnante di Lettere, e in particolare al professor Canu, l’insegnante di Arte che è riuscito a far riavvicinare Melissa a quella passione che da un annetto circa aveva messo in secondo piano rispetto agli altri impegni. È stato lui il primo a conoscere la trama del racconto, ma grande aiuto è stato dato anche dalla madre, che ha sempre alimentato questa sua passione per la scrittura, e da Elisa, la cara amica e compagna di classe che è sempre stata al suo fianco ed ha assistito alla stesura dell’elaborato, frase dopo frase.
All’infuori della soddisfazione personale raggiunta, il Premio Romiti Junior ha avuto l’importante onere di far avvicinare tutti i giovani partecipanti della Tuscia alla complessa tematica rappresentata dall’omertà, tema principale dell’Ombre Festival di quest’anno. Spiega Melissa: “L’omertà si vede un po’ dappertutto. Non c’è solo l’omertà nella mafia, ma anche nei piccoli gesti di ognuno; uno dei protagonisti del mio racconto rappresenta proprio una persona che è riuscita a battere l’omertà e a scardinare il circolo vizioso rappresentato dalla mafia. È facile dire che non bisogna essere omertosi ma poi serve coraggio per ribellarsi, ed è indispensabile avere qualcuno che ci sia accanto, che ci doni forza e ci infonda sicurezza”.

“Non si può combattere in modo umano, in maniera lecita, con chi fa della disumanità la propria arma. Non se si aspetta il sacrificio altrui, non se si osserva passivamente ciò che in apparenza non ci riguarda”.

Questo è un altro breve estratto del racconto di Melissa Rossi, uno dei suoi passaggi preferiti, che ben rappresenta la parola omertà. Chiaramente, l’associazione della parola con quella di “mafia” è purtroppo semplice e veloce.
Melissa, ancora emozionata per la recente vittoria, conclude l’intervista con un’affermazione decisamente realistica, che ci permette di riflettere: “Ci sono molte persone che tentano di contrastare il problema. Forse non arriverà mai il giorno in cui sarà definitivamente sconfitta la mafia, ma l’importante è che prosegua il dialogo tra polizia e persone. Dobbiamo proteggerci a vicenda”. Nel frattempo, Ombre Festival prosegue con i suoi appuntamenti. Il Premio Romiti Junior tornerà anche il prossimo anno, per dare voce a tanti altri giovani della Tuscia, permettendogli di approcciarsi con problematiche attuali, che non possono essere ignorate. La mafia esiste, e deve essere affrontata con ogni mezzo, anche con la cultura.

 

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