Massimiliano Biaggioli, reinventarsi con i Lamponi dei Monti Cimini

E’ la dimostrazione vivente che a quarantanni ci si può sempre reinventare. E credere fortemente a un’idea vincente, tanto da trarne un lavoro stimolante e ricco di soddisfazioni. Viterbese, un diploma di geometra e studi di economia alla Luiss, Massimiliano oggi dirige, con cura e passione artigianali, l’azienda agricola che porta il suo nome. Un’azienda a carattere familiare, che dal 2012 coltiva lamponi alle pendici viterbesi dei Monti Cimini, a circa ottocento metri di quota. Biaggioli non nasce agricoltore. “E’ un mondo che conosco da poco: prima di iniziare a coltivarli, i lamponi sono stati oggetto dei miei studi e dei miei approfondimenti. Ho visitato vivai e coltivazioni, conosciuto le varietà di piante. Volevo trasformare la passione in professione vera e propria. E cerco ancora adesso di imparare cose nuove ogni giorno, attraverso il contatto con i produttori: credo molto nella collaborazione fattiva. Si può crescere insieme”. La strada per arrivare ai risultati di oggi è stata tortuosa. “Dopo una serie di scelte lavorative che mi avevano portato lontano dalle mie vere aspirazioni, ho soggiornato per un certo periodo a Londra”, prende a raccontare. “Una città dinamica, positiva, dove le persone portano avanti attivamente le proprie idee e cercano di realizzarle”. Respirando il clima della capitale britannica, Massimiliano Biaggioli capisce come vuole che sia il suo futuro prossimo. E comprende che il suo personale sogno di coltivare lamponi è realizzabile. Sguardo vivace e sorriso contagioso, Massimiliano parla con entusiasmo della sua fiorente attività.
Il lampone è un arbusto che generalmente associamo a paesaggi montani di alta quota, e che ha trovato nel territorio collinare viterbese clima ed habitat ideali. Le proprietà salutari e nutritive dei lamponi sono note: sono infatti ricchissimi di vitamine e di sali minerali, di fibre e di antiossidanti dalla provata azione antitumorale. Ma soprattutto i lamponi sono una vera delizia per il palato, con una punta di acidulo che esalta il bouquet aromatico e dolce. Nell’azienda Biaggioli circa seimila piante di lampone, ordinatamente disposte a filari, crescono fino ad un’altezza ragguardevole guidate da pali e da fili metallici e vengono curate amorevolmente da Massimiliano e dai suoi familiari, senza l’utilizzo di prodotti chimici, per un resa che si aggira intorno ai 70 quintali l’anno. I delicati frutti rossi vengono raccolti rigorosamente a mano, evitando la raccolta quando sono bagnati, nel periodo che va da fine maggio a fine ottobre. “Dopo aver avviato con successo la produzione dei frutti, ho pensato a un modo per offrire i lamponi anche al di fuori del periodo di raccolta. Così sono nate le prime composte, a basso tenore zuccherino”, continua Massimiliano. Oggi l’azienda produce composte aromatizzate agli agrumi, alla vaniglia, alle spezie, fino ad arrivare ai sorprendenti abbinamenti con peperoncino e lavanda. Profumati zuccheri rosati al lampone, da utilizzare in pasticceria, fanno mostra di sé sugli scaffali del moderno laboratorio Biaggioli, dove vengono preparati inoltre succhi di frutta naturali, miele aromatizzato al tartufo e lavanda, frutta disidratata. Un vero paradiso di colori, sapori e di profumi, che parlano di Tuscia e delle sue grandi potenzialità.
L’artigianalità intesa come cura e amore verso il proprio lavoro, unita alla rigorosa naturalità degli ingredienti. “Il mio intento è quello di offrire prodotti che siano innovativi e originali, ma che allo stesso tempo mantengano un forte legame con la tradizione della nostra terra”. Uno spirito che lo accomuna ad altri piccoli e medi produttori della provincia, che Massimiliano ha riunito nell’associazione “Chicche della Tuscia”, di cui è attualmente presidente. “Una rete di realtà artigianali, agricole e di servizi, nata lo scorso anno con l’intento di promuovere le eccellenze del nostro territorio. Pensiamo all’olio extravergine d’oliva della Tuscia, pluripremiato in patria e all’estero; pensiamo alle eccellenze casearie, ai prodotti agricoli di prim’ordine che il nostro territorio può offrire. Vorrei che le aziende associate possano avere respiro e promozione, al pari di quelle di maggiori dimensioni”. Un’ampia e variegata offerta di prodotti che “Chicche della Tuscia” promuove e fa conoscere al di fuori dei confini della nostra provincia, partecipando con stand a rinomati food festival come il Golagola di Parma. “La Tuscia ha le carte in regola per poter competere con realtà italiane meglio conosciute. Creare ricchezza ed indotto, ed ambire ad un mercato che non è solo quello entro i confini della nostra provincia, ma che può essere l’Italia… l’Europa, il mondo stesso. Bisogna avere il coraggio di scommettere sulle potenzialità del nostro territorio, perché si possa creare lavoro e ricchezza, e la Tuscia non rimanga soltanto un cuscinetto fra Chiantishire e Roma Nord”. Una scommessa rivolta anche ai giovani, che vale la pena di accettare.
www.lamponideimonticimini.it

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