Mario Sironi: svelato e raccontato da Elena Pontiggia

mario sironi

Un nuovo ciclo di incontri alla biblioteca consorziale di Viterbo, dedicata stavolta “agli Speciali dell’Arte”.

Protagonista del primo appuntamento è Elena Pontiggia, storico dell’arte e docente all’Accademia di Brera nonché collaboratrice di varie riviste e giornali in particolare La Stampa. Accanto a lei il suo libro “La grandezza dell’arte, le tragedie della storia “(Johan & Levi, 2015) , un ritratto attento di Mario Sironi, artista del 900 del quale mancava ad oggi una biografia che ripercorresse la sua vita di uomo e di artista. L’autrice si dedica alla sua figura ricalcandone le vicende sia artistiche che esistenziali attraverso numerose ricerche e approfondimenti. Durante L’incontro GLI SPECIALI ne ripercorrerà alcuni dei passi più importanti, anche attraverso l’illustrazione di opere.

Mario Sironi, come ci spiega la Professoressa” è stato  più conosciuto che capito, la sua vita è talmente carica di eventi drammatici da essere assolutamente affascinante, sarebbe difficile comprendere la sua arte e la sua cultura senza sapere come ha vissuto. “ Dal punto di vista artistico ci viene presentato “come un uomo vicino all’uomo”. A seguito della guerra, per la quale parti volontario, si trasferi a Milano dove si avvicinò a De Chirico, dal quale riprenderà la pittura metafisica (La Lampada 1919).Ricordato senz’altro  per le caratteristiche dei suoi “paesaggi urbani”, visioni di città che in un primo momento possono sembrare tristi, spoglie e senza decorazioni, come fossero immobili e senza tempo ma allo stesso tempo pervase da un alone di mistero e fascino. In rilievo infatti è la forza architettonica delle città di Sironi nonché il senso volumetrico, il tutto permeato da una incredibile forza vitale.(Periferia 1920;Composizione architettonica urbana 1919-1923)

continua l’autrice “il senso di dramma che questo artista vuole sottolineare nei suoi dipinti è proprio il dramma della vita ma al contempo la risposta a quest’ultimo. Nonostante le avversità bisogna continuare a costruire in tutti i sensi “. Mario Sironi fu un pittore architetto, il suo sogno e quello di altri come lui, era quello di costruire non solo città nuove, ma una nuova Italia , un nuovo mondo. Sogno che si realizzerà successivamente con l’adesione al Fascismo, punto focale per tutta la sua esistenza. Ci fu un momento in cui  la sua arte venne erroneamente considerata ideologica ma come sottolinea la scrittrice “ Sironi era lontano dal fare un’arte di stato, la sua drammaticità non era adatta a fare propaganda (Testa 1913;L’architetto 1922)

Nasce negli anni 30 il desiderio dell’artista di affacciarsi ad una nuova forma d’arte a sfondo sociale , quella degli affreschi e dei rilievi ,un modo più semplice per andare incontro al popolo.  Dopo il 1945  la sua pittura diventa incapace di continuare a sognare una costruzione di un nuovo mondo , lui come altri artisti del tempo, affogano nell’idea che tutto ciò in cui speravano e credevano era in realtà un sogno e tale sarebbe rimasto. (La penitente 1945;Nudo con albero 1930).

Il libro di Elena Pontiggia si rivela una lettura interessante sostenuta da un lessico semplice e chiaro, quindi adatta non solo agli amanti dell’arte ma anche a coloro che desiderano conoscere più da vicino questo personaggio, emblema del 900.

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