In marcia verso un nuovo modello di sviluppo, quello sostenibile

Dove il rispetto dell’ambiente, della cultura locale e quindi delle persone non sono soltanto parole di circostanza, ma fatti concreti,comincia a maturare una nuova consapevolezza: il turista è sempre più desideroso di vivere esperienze che lo pongano in contatto con la cultura locale e sue tradizioni. Così, sta emergendo un nuovo modo di viaggiare attento alla storia e alla cultura dei luoghi visitati, magari servendosi della mobilità lenta, vie di pellegrinaggio, riapertura di linee ferroviarie in disuso, vie della transumanza. Cosi in antitesi all’homo consumes di cui parlava Bauman, per il quale è fondamentale “consumare” tutto, dal cibo alle emozioni. Si fa strada un homo che cerca di vivere l’esperienza del viaggio come un incontro con nuove culture, e la riappropriazione del proprio tempo, dove il cibo è un mezzo privilegiato per entrare in contatto con un luogo. In questi ultimi anni è in costante ascesa il turismo enogastronomico legato alla sostenibilità ambientale. Dato che una ricerca del Food Travel Monitor evidenzia che circa il 49% dei turisti internazionali sono mossi da motivazioni enogastrononiche. L’Italia è senza dubbio tra le mete privilegiate e il Lazio si conferma al terzo posto con 396 prodotti di cui 25 denominazioni protette. La Tuscia con le sue peculiari caratteristiche orografiche e climatiche è certamente un modello. La consapevolezza maturata nei consumatori per la domanda di cibo sano fa si che la salute si costruisca a tavola, attraverso una sana ed equilibrata alimentazione. La Coldiretti con la rete di Campagna Amica, promuove la tutela dell’ambiente, della salute, della sicurezza alimentare, nonchè l’accesso al cibo a un giusto prezzo e ne favorisce l’aggregazione sociale del lavoro. Conta solo nel Lazio 400 aziende agricole 80 agriturismi 25 mercati di Campagna Amica 21 botteghe. La provincia viterbese espone le sue eccellenze da est ad ovest e da nord a sud,senza omettere il capoluogo Viterbo. . C’è la coltura del nocciolo: la tonda gentile romana, dalle caratteristiche peculiarità dei suoi oli nella mandorla ed eccellente conservazione nel tempo, qualità che l’ha resa insostituibile nei programmi dell’ industria dolciaria. Le orticole si trovano a sud-ovest: l’asparago di Canino, i meloni retati della pianura maremmana, i pomodori da industria e da mensa molto apprezzati, non dimenticando, in questo areale, il grande valore dell’olio extra vergine di oliva con due Dop, Canino e Tuscia. La coltivazione del grano, sulla scia dei nostri avi Etruschi e Romani, oggi può considerarsi inimitabile rispetto a quello proveniente da altre zone del globo. Proseguendo infine per il nord troviamo vitigni che tramutato il loro prodotto in vino, conosciuto da tempo anche da nobili e prelati (EST-EST-EST), per non dimenticare l’aleatico di Gradoli e la Cannaiola di Marta, che è da considerare alla pari delle altre eccellenze nazionali. Inoltre, nel nord della provincia, sono da ricordare i fagioli del Purgatorio, la lenticchia di Onano e la patata dell’Alto Lazio. La sostenibilità ambientale, unita alla valorizzazione dei prodotti tipici, insieme all’utilizzo del patrimonio storico, può diventare, se coordinata, un elemento di competitività per il nostro settore turistico, si tratta di un tema molto attuale se consideriamo che l’assemblea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha dichiarato il 2017 Anno internazionale del Turismo sostenibile. L’interesse verso un turismo più responsabile è in netta crescita. C’è tuttavia ancora tanta strada da fare. Il cambio di mentalità deve necessariamente coinvolgere tutti, nessuno escluso. Le misure e i fondi stanziati dall’Unione europea (Europa 2020) vanno in questa direzione e possono senz’altro aiutare a spianare questa strada.

Nella Foto vista su Gradoli il paese dell’Aleatico

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