Madonna fra le sante Rosa e Caterina, parte l’intervento di restauro

Luciano Costantini

“Semplicemente fantastico”. Federica Di Napoli è appena scesa dalla scala in cima alla quale si trova, appoggiato al muro di una cappella, il polittico con “Madonna fra le sante Rosa e Caterina”. L’opera si accinge a entrare nella Sacrestia del santuario di santa Rosa per essere sottoposta a un meticoloso restauro da parte della Sovrintendenza. E’ di Francesco di Antonio da Viterbo, detto il Balletta, ma non è datato. Rappresenta la Vergine in tre momenti diversi: con Bambino nella teca di mezzo; Annunciata e Misericordiosa con il manto teso a proteggere i fedeli, sempre al centro. Ai fianchi la pulzella viterbese avvolta da un mantello trapuntato di rose e santa Caterina.  Federica Di Napoli è la progettista della operazione e non nasconde che il lavoro sarà duro – si protrarrà per cinque/sei mesi – ma entusiasmante: “L’opera ha bisogno di cure immediate. Ha subito qualche aggiunta nel corso dei secoli e una sorta di maquillage alla metà degli anni Cinquanta allorché fu esposta a una mostra sulla pittura viterbese a palazzo Venezia di Roma”. Direttrice dei lavori, Luisa Caporossi, della Sovrintendenza (nella foto); restauratore capo Giorgio Capriotti, docente presso l’università della Tuscia. Preziosissimo sponsor l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo. “Il contributo potrà risultare assai rilevante – spiega la dottoressa Caporossi – perché potrebbe permettere, attraverso esami tecnici approfonditi di datare il polittico. Per ora si può leggere soltanto la firma dell’autore mentre l’opera dovrebbe risalire alla metà del ‘400. Più o meno contemporanea all’altra “Vergine con bambino” che si può ammirare all’interno della chiesa di San Giovanni in Zoccoli, sempre a Viterbo”. “Abbiamo potuto valutare anche lo stato di salute di questo dipinto – aggiunge la Di Napoli – e ci siamo accorti che è assai rovinato dai tarli. Speriamo di poter intervenire anche a qui, magari sempre grazie al contributo dell’Enea che si sta mostrando un partner importante ed appassionato”. Il primissimo intervento, quello di pronto soccorso, è scattato con la sistemazione di numerosi “cerotti” sui punti più critici della pittura. Nelle prossime ore verrà innalzato il ponteggio che permetterà il distacco, in sicurezza, del polittico. Infine il trasferimento nella Sacrestia del santuario di S. Rosa per l’operazione più lunga e delicata di restauro completo, prima del ritorno alla cappella che lo ospita da secoli. Forse. Perché il vescovo, Lino Fumagalli, avrebbe immaginato di piazzarlo proprio alle spalle dell’altare maggiore al posto del gigantesco dipinto di Rosina. Un semplice cambio di posto, ma è soltanto un’ipotesi. Si vedrà.

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