M. Vittoria Ovidi Pazzaglia e i merletti: tradizione in una mano

E’ il personaggio del momento. Interpreta un patrimonio di delicato sapere, che ci parla di una rifilata autonomia femminile di altri tempi e di motivi ispirati alle decorazioni artistiche della città o ai suoi antichi simboli: la rete che metteva insieme la sapienza e l’abilità di numerose e diverse donne. Maria Vittoria Ovidi Pazzaglia, presidente dell’Associazione Bolsena Ricama, l’arte del merletto l’ha pure celebrata in un libro pubblicato nel 2008 per scandirne il secolo di storia: Il Merletto di Orvieto e l’Ars Wetana – Cento anni di storia.

Bolsenese doc, 69 enne, insegnante di liceo, assistente universitaria, vedova da 16 anni, mamma di due figli ormai indipendenti, ci racconta tutto d’un fiato la grande passione che l’accomuna a quest’arte e la determinazione messa dentro per renderla viva sempre. I fatti le stanno dando ragione.

Cominciamo dall’inizio: l’Associazione Bolsena Ricama è stata ricostituita nel 1995 per una scommessa di Maria Vittoria Ovidi Pazzaglia. Candidata alle elezioni Comunali di Bolsena in quell’anno, ambiva a fare l’assessore alla Cultura, per 13 voti non ci riuscì e chiese in controparte il sostegno per ricomporre quella creatura che avrebbe salvaguardato un’arte antica, frutto di un lavoro manuale delicato.

Il ricamo lo aveva scoperto nel corredo a punto Orvieto della sua mamma, Orvieto era difatti il territorio di utenza, le frazioni intorno ne erano racchiuse. Una storia, quella del merletto ritrovato, che inizia proprio da Orvieto con l’’Ars Wetana, creata nel 1907. Una società di Patronato ideata per le donne del popolo, per offrire loro l’opportunità di un modesto guadagno, occupando le ore che restavano libere dalle faccende domestiche o dalle attività agricole. L’idea fu di Claudio Faina, che istituì un fondo assegnato alla figlia Maria Vittoria e alle nobildonne Eugenia Petrangeli e Paolina Valentini, che si occuparono di individuare un lavoro semplice e raffinato, che le donne potessero svolgere a casa, identificato nel merletto di filo di Manda, che si prestava sia per creazioni suggestive, rivolte alle classi più agiate, sia per l’opportunità di dividere la lavorazione di uno stesso prodotto tra più operaie. L’Ars Wetana, tra alterne vicende, ha saputo contenere in un secolo di vita la tradizione artigianale del merletto di Orvieto.

Tra le storiche maestre dell’Ars Wetana figura Clara Paragiani, scomparsa nel 2003, i disegni dell’Ars Wetana sono stati recuperati e acquistati proprio dalla sua allieva Maria Vittoria Ovidi Pazzaglia. Nel 2012, l’Associazione “Bolsena ricama” ha modificato il suo statuto, oggi conta 35 iscritte e nove socie onorarie. Una tradizione femminile che si ripete. Cinque le maestre che insegnano nella Scuola le varie tecniche del ricamo e del merletto mentre lei la Presidente rimane la sola maestra del Merletto di Orvieto, tra le allieve anche una giapponese.

Se l’obiettivo era non disperdere una tradizione, il lavoro tracciato dalla Presidente Maria Ovidi Pazzaglia è andato oltre e cammina a passo spedito. Il convegno tenutosi alla Sala Consiliare a Bolsena nei giorni 27 e 28 marzo ha delineato con la firma apposta da tutti gli aderenti al progetto, l’avvio di un altro importante percorso: la candidatura del merletto italiano come progetto di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale delle regioni coinvolte. Si va verso la candidatura Unesco, i capolavori immateriali si affiancano ai siti patrimonio dell’umanità.

La professoressa Maria Vittoria Ovidi Pazzaglia con voce vivace afferma: “Sono gratificata, la mia non è più solo una passione, ma una eccellenza del nostro paese nel mondo” Mi fa piacere ricordare in questo contesto una frase di un francese, Henri Focillon , storico dell’Arte vissuto a cavallo del XIX e XX secolo: “La mano è azione: afferra, crea, a volte si direbbe che pensi”.La star del Merletto è già sui prestigiosi eventi in programma quest’anno.. Il 4 luglio Palazzo del Drago -Riunione della Giuria del Concorso Internazionale “Il Merletto tra Arte e Tradizione…..un fazzoletto per la Sposa nelle quattro stagioni.”17-20 settembre: IV Edizione Bolsena Biennale evento di spessore internazionale con la Comunità parte del Progetto di Candidatura del Merletto Italiano dell’UNESCO. Presenti Académie e musei esteri tra cui il Museo di Honiton nel Devon (GB) e la sua Scuola di Merletto. Honiton è nota soprattutto per aver segnato gli eventi più importanti della famiglia reale inglese. Di Honiton era il velo da sposa della Regina Vittoria e l’abito da battesimo dei principini che è passato attraverso le generazioni fino al Principe William. Al Museo è esposto l’abito da lutto della Regina Vittoria realizzato in merletto. Per la nascita del Principino Georges Honiton ha creato il nuovo abito da battesimo uguale a quello “storico” che servirà anche per il prossimo erede (pare che sia una bambina). www.bolsenaricama.it

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI