Luoghi senza tempo. La fotografia di Marco Scataglini

La Mostra verrà inaugurata sabato 7 maggio – ore 17.00 e il Workshop di fotografia stenopeica è previsto per domenica 15 Maggio – dalle 10 alle 16 presso lo Spazio espositivo ITERLAND – Ronciglione in Corso Umberto I, 54.
Il progetto Luoghi Senza Tempo racconta attraverso lo strumento della fotografia stenopeica il controverso rapporto che esiste tra i luoghi e il tempo. La stenoscopia è un procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione di immagini. La fotocamera utilizza un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, stretto foro), ovvero un piccolo foro capace di proiettare la luce, come un obiettivo, creando un’immagine.
“Contemplare rovine non equivale a fare un viaggio nella storia, ma a fare un’esperienza del tempo, del tempo puro …” scrive Marc Augè nel suo volume “Rovine e Macerie”. E’ proprio da questo assunto che è partito il fotografo Marco Scataglini, convinto che sia possibile rendere l’idea del tempo sia attraverso immagini di testimonianze del tempo trascorso, quali sono ad esempio i ruderi e in generale i monumenti del passato, sia grazie a una tecnica antica, già utilizzata da Leonardo (e forse dai Cinesi e dagli Arabi prima di lui): il cosiddetto foro stenopeico.

Ottenere una fotografia grazie a un semplice forellino (stenos opaios in greco), del diametro di una frazione di millimetro, rinunciando ad avanzatissimi obiettivi a lenti, offre al fotografo la possibilità di sperimentare in pieno l’esperienza del tempo, visto che i tempi di “scatto” sono sempre molto, molto lunghi (si arriva a mezz’ora o un’ora). Per alcune immagini della mostra si è utilizzata la tecnica della solargraphy, con esposizioni durate da 30 giorni a tre mesi!
Come racconta Marco Scataglini, “le circa 40 immagini presentate nella mostra e che fanno parte del mio progetto Luoghi Senza Tempo (Timeless-Scapes), sono state tutte realizzate con la tecnica stenopeica, in cui un piccolo forellino sostituisce l’obiettivo per la ripresa, e hanno per soggetto le testimonianze più evidenti dello scorrere del tempo: i ruderi, intesi sia in senso letterale, sia in senso lato, come testimonianza (una forra scavata nei millenni dall’acqua è a suo modo il rudere della collina che era una volta), ma anche i monumenti che il tempo lo sfidano con le loro membra di pietra. Queste immagini, anche grazie alla tecnica scelta per realizzarle, divengono simboli di un’eternità che sempre si rinnova, e lascia scorie, testimonianze, emozioni. Se visitare un rudere ci consente di fare l’esperienza del tempo, come sostiene Marc Augé, o visitare una chiesa medievale, un castello, un palazzo rinascimentale può farci rivivere per un attimo le atmosfere di epoche oramai trascorse, una fotografia (scattata con un tempo molto lungo) ci consente di moltiplicare, di amplificare questa esperienza”.
Marco Scataglini è un fotografo professionista. Dopo 15 anni di attività nel settore editoriale con oltre 200 reportages pubblicati sulle principali riviste di viaggi e turismo, dal 2011 risiede a Tuscania (VT) e si dedica a progetti di fotografia creativa e alla scrittura di libri. Il suo ebook “Il fotografo non si annoia mai” è da un anno ai vertici della classifica “fotografia” di Amazon Italia. Ha pubblicato guide, manuali di fotografia e romanzi.
www.kelidonphotography.comstenosopaios.weebly.comwww.sctmag.net
www.iterland.com

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI