LO SCAFFALE/Vicolo Cannery di J. Steinbeck lettura sotto l’ombrellone

Per la facilità dei contenuti e per le opportunità di riflessione che offre intorno a dimensioni sempre attuali ne consiglio la lettura a tutti. Vicolo Cannery, è una stradina sulla quale si affacciano degrado e povertà. Storie che ci riportano a un’America poco conosciuta. La Vita che si svolge nel vicolo è stupendamente, descritta da J. Steinbeck ed è il centro della vita di persone ai margini della società. Le quali con dignità e orgoglio conducono un’esistenza fatta di sacrifici, contraddizioni, dalla quale emerge uno spirito di adattamento incredibile, ma soprattutto un amore per la vita, che i protagonisti riescono a distillare dalle situazioni più strampalate. La narrazione è un ritratto di questa dimensione, e presenta personaggi, descritti con una cura e profondità che solo un grande scrittore sa fare. In questo modo sono presentati Lee Chong commerciante, capace di muoversi nei suoi affari “come un gatto in una foresta di catus”. Dora maitresse del locale bordello, che in occasione di un’epidemia d’influenza che mette a letto l’intera cittadina di Monterey, da un aiuto preparando minestre calde e assistendo i malati, un’anticipazione di come anni dopo, L’America sa fare fronte a un nemico comune e riesca a mettere da parte pregiudizi e divisioni. I ragazzi del Palace Flophouse (un vecchio magazzino del pesce secco, riconvertito in abitazione), uomini intelligenti che hanno afferrato il senso profondo della Vita, ma al contempo spiantati, riescono ogni giorno a inventarsi una vita degna di essere vissuta a volte anche divertente. A dispetto di chi li giudica solo pendagli da forca. I coniugi Malloy vivono in una vecchia caldaia rugginosa e abbandonata, dove la signora Mallory vuole mettere tendine e merletti e il marito riesce solo a dire: che non ci sono finestre, senza capire nulla della psicologia femminile. Piccoli particolari a volte insignificanti che mettono in luce la straordinaria capacità analitica di Steinbeck di conoscere gli uomini. Il Dottore, un biologo centro dell’intera storia. Storia che si snoda attraverso la volontà, seguita da tentativi maldestri, di donare una festa al Dottore, quale segno di gratitudine per tanti gesti di umanità e generosità che lo studioso ha offerto un po’ a tutti nel corso degli anni. La narrazione è suddivisa in capitoli, alternati tra descrizioni e flash back, con il proseguimento della storia che si svolge con un ritmo veloce e situazioni divertenti. E’ una lettura dove sicuramente non ci si annoia, e nella quale non mancano spunti per profonde riflessioni.

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