LO SCAFFALE/Il valore della pace ne La Tregua di Primo Levi

La Tregua è  la seconda opera di Primo Levi. Al termine del libro, troviamo stampata una cartina. Vi è tracciato un itinerario tortuoso, che parte da Auschwitz e arriva a Torino dopo aver attraversato ben sette Paesi: Polonia, Unione Sovietica (Bielorussia e Ucraina), Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Austria (due volte), Germania. È la traccia del viaggio di ritorno di Levi dopo la liberazione di Auschwitz.

Un libro da leggere o rileggere. La tregua è il tempo che separa la fine della seconda guerra mondiale all’inizio della guerra fredda. Pur sempre una tregua. Cesare compagno di Primo Levi ad Auschwitz nel romanzo ricorda che purtroppo “la guerra è sempre”. La delusione di Levi, che terminato questo inferno, il consorzio umano sia migliore. Fame, sete, freddo, pidocchi, malattie, violenze, morte non si possono dimenticare, e ritornare alla vita, è un lungo e doloroso viaggio. Come la distanza che separa Auschwitz dall’Italia.

Enormi spazi, in un paesaggio sempre uguale, dove dopo aver camminato, una giornata intera sembra di stare sempre nello stesso posto. Un percorso verso la vita, fatto con un paio di scarpe inadatte, che subito dopo si rompono. Il Greco altro compagno di questa storia, lo spiazza subito: non serve la tua scienza per vivere, qui servono solo un paio di robuste scarpe, senza di quelle non puoi cercare neanche il cibo.

Prima lezione di sopravvivenza, che lo aiuterà a capire l’umanità che lo circonda, le loro storie travolte, da una guerra che ha cambiato per sempre il loro mondo e la loro minuscola storia. Anche nelle tragedie ci sono spazi per l’ironia, la risata, le situazioni comiche e qui Cesare commerciante romano da il meglio di se. Qualsiasi cosa che si possa comprare e vendere, fa al caso suo, pur di rimediare di che sopravvivere.

La sua carica picaresca riesce a risolvere situazione estreme a realizzare imprese assurde. La tregua è anche un grande libro di letteratura di viaggio, dove il lettore è costantemente coinvolto nel percorso. Racchiude in sé un messaggio semplice e attuale, la pace è una tregua, e come tale da costruire ogni giorno e lavorare per farla resistere il più al lungo possibile.

La tregua vinse nel 1963 la prima edizione del premio Campiello. Dal libro è stato tratto nel 1997 un film per la regia di Francesco Rosi, protagonista John Turturro. E’un libro che ha il respiro collettivo dei popoli e dei paesi che ci piace consigliare nella riflessione di un giorno come il 25 aprile.

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