Lo Scaffale/ L’altro capo del filo il 100° libro di Andrea Camilleri

Di Andrea Camilleri siciliano di Agrigento, classe 1925 sappiamo ormai ormai tutto.Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi.Giovedì 16 giugno alle 21,00 Andrea Camilleri festeggia il suo 100° libro a Letterature Festival Internazionale di Roma in compagnia di Renzo Arbore. Conduce Lella Costa.
Canzoni e musica: Olivia Sellerio (voce) con Paolo Pellegrino (violoncello), Bacci Del Buono(chitarra), Alberto Di Rosa (chitarra), Daniele Tesauro (chitarra, fisarmonica e percussioni).
L’incontro si svolgerà alla Basilica di Massenzio, via dei Fori Imperiali.
Il libro:
Ne L’altro capo del filo attorno al dramma dei migranti che Camilleri racconta scuotendo le nostre coscienze, si muovono i personaggi che conosciamo da sempre. «A un certo punto del gomitolo ristò sulo l’autro capo. Allura Montalbano si susì e accomenzò a secutare il filo. Il filo acchianava supra agli scalini e lui se li fici a uno a uno. Ora era arrivato nell’appartamento. Il filo proseguiva lungo tutto il corridoio e po’ girava scomparenno dintra alla porta della càmmara di letto di Elena. Ci trasì. Il filo finiva propio al centro del pavimento, pariva un signali tracciato con il gesso blu. Rinaldo era scomparuto». Nonostante i suoi 91 anni, Andrea Camilleri si presenta in splendida forma all’appuntamento con il suo romanzo numero 100. Non solo ci ha riservato per questo evento una nuova storia di Montalbano, che è senz’altro il suo personaggio più amato, ma ha voluto regalarci la storia più bella e commovente tra quelle ambientate a Vigàta. Una storia che, di questi tempi secondo noi, è l’unica storia che meriti davvero di essere raccontata, a maggior ragione da chi si affaccia ogni giorno sul Mar di Sicilia. Salvo Montalbano è alle prese con lo sbarco dei migranti. Arrivano nei barconi tutte le notti e lui e i suoi sono di supporto ad una squadra speciale mandata da Roma per affrontare l’emergenza. Arrivano uomini donne e bambini, a volte i feriti bisogna aspettarli sulla banchina del porto con le ambulanze, a volte sulle barche restano i cadaveri di chi non ce l’ha fatta. Fazio, Mimì Augello e gli altri uomini, compreso Catarella, sono stremati: le notti passano sulla banchina del porto, di giorno si deve garantire il funzionamento del commissariato. Alla fine si decide per stabilire dei turni, ma è comunque straziante affrontare la miseria e il terrore, lottando nello stesso tempo contro chi crede che nascosti in mezzo a loro possano esserci i “nemici dell’Isis”. Montalbano è pensieroso: “insieme a quegli uomini forse stava naufragando il meglio dell’umanità” Con L’altro capo del filo Andrea Camilleri aggiunge alla trama poliziesca il suo esplicito politico, spiegando, la sua posizione nei confronti dei tempi che stiamo vivendo e il suo sentimento per l’umanità. Nella lettura l’autore ci riporta indietro, ai ricordi, e poi avanti, alla speranza. Come trascinati dalla ritorno dell’onda di un mare che, bene o male, aggiunge sempre qualcosa nelle nostre vite. Anche i corpi intatti dei naufraghi, anche quello.Un libro che al solito merita di essere letto

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