ll Sole negli Orci: a Canino una mostra sulla forza generatrice dell’ulivo

Gli artisti Giorgio Crisafi, Yvonne Ekman, Antonio Grieco, Riccardo Monachesi, Attilio Quintilli e Mara van Wees si confrontano con la scultura ceramica contemporanea in una mostra curata da Gianna Besson nella sede del Museo della Ricerca Archeologica di Vulci,in via Garibaldi a Canino nei giorni: 8 – 9 – 10 – 11 dicembre 2016 in orario 10-13 / 15-18.
L’inaugurazione prevista l’ 8 dicembre 2016, ore 10.00 con ingresso libero
Se c’è un modo nuovo dell’arte ceramica di proiettarsi nel futuro alla ricerca del senso della propria contemporaneità è proprio quello di richiamarsi alla materia ancestrale, alla terra, alla natura, alla memoria. Riportare alla luce le radici per guardare avanti prima degli altri. I 6 artisti in mostra qui hanno voluto trovare nel frutto dell’olivo e nel suo succo prezioso il motivo ispiratore delle loro sculture, come oggetti naturali plasmati nella terra. L’olio, sole liquido contenuto fin dall’antichità etrusca nelle anfore, nei vasi e negli orci, veniva racchiuso e custodito per durare e per servire alla vita di tutti i giorni. L’oggetto che lo contiene rappresenta la sua storia, ne preserva l’integrità ed evoca il segreto profondo delle origini. Intorno a questi contenitori i ceramisti esplorano nuovi modi di rappresentazione per esprimere creatività, reminiscenze, atmosfere, fantasie, introspezioni.
Riccardo Monachesi delinea vasi quasi antropomorfi, che della terra conservano il colore, nella linea sembrano levigati dalle infiltrazioni dell’acqua e del tempo, intrisi di una poetica morandiana. Le composizioni a crudo di argilla e fibre di Antonio Grieco fanno riferimento all’origine remota del mondo. I suoi lunghi vasi, visione ondulante nel loro insieme, sembrano risuonare dell’eco profondo e integro di tempi originari. Se Yvonne Ekman punta su brocche liberamente improntate a un fantasioso utilizzo quotidiano, Attilio Quintili riduce al minimo l’intervento manuale del ceramista per affidarsi al gesto estremo di un’esplosione che plasma l’argilla. Giorgio Crisafi riproduce modelli di contenitori d’uso comune ma li simbolizza come reperti di memoria fatti d’argilla, bucati e trafitti di luce. Ripercorrono le fasi dell’uliveto, della raccolta e del frantoio i tre gruppi di ceramiche di Mara van Wees: prima i vasi verdeggianti, tondeggianti e allungati che rimandano alle olive, poi la rappresentazione di contenitori che si accostano tra loro in una sorta di movimento che è quello dei raccoglitori e delle reti, per finire, nel terzo gruppo, con orce di materiale industriale che alludono all’idea di frantoio.
Ekman, Antonio Grieco, Riccardo Monachesi, Attilio Quintili, e Mara van Wees

INFO: prolococanino@gmail.com, Pagina Facebook: Proloco di Canino

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