Liliana Zorzan: 1006 Km in solitudine lungo la Via de la Plata

Le sue origini sono venete ben radicate, è nata a Cagliari, ha vissuto in diverse città italiane fino ad arrivare a Viterbo, che rimarrà il suo punto fermo. Ha insegnato disegno alla Scuola Media ”Pietro Vanni”, disegno e storia dell’arte al Liceo Scientifico “C. Ragonesi”, figura disegnata e modellata al Liceo Artistico di Viterbo. La pittura è una inclinazione per Liliana Zorzan, che proviene dalla scuola dei grandi: Capogrossi, Turcato per la pittura e Fazzini per la scultura. Artisti insigni dai quali ha appreso la formazione basilare senza tuttavia esserne condizionata nella sua individualità umano-artistica. L’espressione del talento nella pittura è narrata nelle varie mostre e tappe con armonie e disarmonie degli stati d’animo. Una ricerca continua la sua inseguita in viaggi e mete lontane, luoghi diversi: America Latina, Vietnam e Tibet che divengono poi lo scenario dei suoi meravigliosi quadri. Sino alla scoperta dei Cammini vissuti da iscritta al Cai , nei brevi e lunghi tratti spinta da una esigenza sempre più profonda, più consapevole.
Liliana è reduce da un appassionante itinerario attraverso la Spagna, percorrendo la Via della Plata da Siviglia a Santiago de Compostela, 1006 Km. “E un cammino che rispetto a quello francese è ancora poco frequentato, specialmente nella prima parte, dove si deve percorrere tutta l’Estremadura, partendo da Siviglia (Andalusia) si attraversano l’Estremadura, la Castiglia e la Galizia fino a giungere a Santiago De Compostela lungo 1006 Km (città attraversate tra le più importanti: Merida, Salamanca, Caceres, Zofra, Zamorra e Ourense), la terra dei pellegrini, in cui il cammino di Santiago conserva la sua vera essenza e attraverso paesaggi di singolare bellezza: distese infinite in Estremadura (a volte senza vedere case), quasi prive di alberi lungo il cammino, sotto un sole persistente, tutta questa parte della Spagna attraversata è disseminata di antichi reperti archeologici Romani: ponti, strade, pietre miliari e uno stupendo arco quadriforme a caparra che è diventato il simbolo dell’Estremadura, oltre a quelle romane ci sono vestigia moresche altrettanto belle. Il percorso poi si diversifica a circa 400 Km per diventare man mano collinoso e infine montano, con temperature invernali”. Un viaggio svolto in totale solitudine.
“E’ stato un insieme di stati d’animo che mi hanno coinvolto nel più profondo. La solitudine di quei percorsi, camminare nei boschi per 5 o 6 ore, parlare agli animali, agli alberi sapendo di essere completamente sola, mi ha reso consapevole che si può fare tutto semplicemente, basta credere in se stessi, avere sempre fiducia delle proprie capacità e credere anche nella solidarietà degli altri, di persone sconosciute che si prodigano per il pellegrino. L’arrivo a Santiago è sempre un’emozione per tutti: si va carichi dello zaino, sudati ma entusiasti a ritirare la propria Compostela.
Quando ho ritirato la mia con su scritto la distanza percorsa 1006 Km e con i complimenti per avere a 76 anni effettuato il Cammino di Via della Plata (che è considerato abbastanza impegnativo), da sola, confesso di essermi sentita “orgogliosa e felice.
Il ritorno a Viterbo è stato come piombare con i piedi per terra facendomi un po’ male. È finita la solitudine idilliaca”.

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