LIFE/Elisa Scorsini: Israele, una terra attraverso una lente. 3°parte

masada

Rimanete ancora fermi sulle vostre poltrone, o se volete in piedi, su un tavolo,insomma ovunque voi siate; mantenete viva la vostra attenzione perché ancora non ho terminato la mia storia. Agli inizi  dell’800 l’uomo per la prima volta ha iniziato ad utilizzare la macchina fotografica. Se ne sono inventate di cose gli uomini! Appena ho saputo di questa cosa non ci credevo! È stranissima! Basta solo un secondo e cattura l’immagine che vedi con gli occhi di fronte a te, un’invenzione molto “furba”! Così non devi nemmeno sforzare troppo la memoria per ricordare; basta andare nella sezione “galleria” della fotocamera ed avere una memoria digitale ben capiente, per contenere immagini di situazioni persino di anni passati! La cosa affascinante è che l’uomo ha questa particolare capacità di poter trasformare tutto in arte; un oggetto che nasce con un fine utilitaristico finisce per essere più importante dal lato artistico. Precisiamo, la fotografia può essere più o meno un’arte. Mi hanno spiegato che se io prendo una macchina fotografica e scatto una fotografia, non è né artistica né puramente fotografica in sé; è semplicemente un’immagine. Per il fatto che, per fare fotografie bisogna essere fotografi e non tutti hanno questa singolare qualità. Il cosiddetto “occhio fotografico” è posseduto da alcune persone che attraverso la fotografie riescono ad esprimere un sentimento più o meno positivo o dei messaggi. Ammetto di essere particolarmente curiosa di questo punto di vista umano, del saper osservare le cose in maniera orizzontale e parallela al suolo; io infatti come sapete, guardo tutto all’insù, vedo le suole delle vostre scarpe, le narici dei vostri nasi e gli orli dei pantaloni sotto i vostri cappotti. La mia è una strana prospettiva, difficile per me da cambiare e per voi da provare; avanti sdraiatevi per terra!

Sapete, mi sono sforzata, ho provato ad osservare il mondo come fate voi uomini, ma dopo poco ecco un gran mal di testa! Di sicuro, preferisco cento volte osservalo a modo mio.

“I keep my internal eye open for that other, metaphorical image that transcends illustration to achieve a wholeness of its own. I strive for the elusive entity that is both evidence and evocation, public record and personal vision.”Micha Bar-Am

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Elisa Scorsini, studia al liceo Colasanti di Civita Castellana. Questo è il testo (che noi pubblicheremo diviso in 6 puntate)  con cui ha partecipato al concorso: “Alla scoperta d’Israele” nel quale i partecipanti attraverso una tematica a scelta (economia, storia e letteratura..) dovevano “interpretare” la realtà di questo popolo e Paese. 

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