Librimmaginari riparte dal Bosco. Ravera: la lettura ci salva dai mostri

“Sono più che lieta di tenere a battesimo questo progetto. L’attività che ho svolto più volentieri in questi quattro anni di assessorato è stata quella di promuovere la cultura e la lettura”. Le parole dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio, la scrittrice Lidia Ravera, hanno fortemente caratterizzato questa mattina la conferenza stampa di presentazione del Festival viterbese “Librimmaginari”, arrivato alla sesta edizione, conferenza svoltasi presso la Biblioteca Consorziale di Viterbo, alla presenza del suo commissario straordinario Paolo Pelliccia. 

Il progetto, ideato e realizzato da Arci Viterbo e patrocinato dalla Regione Lazio, dalla Biblioteca Consorziale e dal Comune di Viterbo, riguarda principalmente la didattica dell’infanzia e dell’adolescenza, ma non trascura di rivolgersi anche agli adulti, attraverso laboratori, workshop, letture animate e progetti espositivi personali e collettivi.  “E’ un progetto che vuole promuovere il libro illustrato e la lettura, rivolgendosi sia agli studenti che ai loro formatori, e che per questo scandirà la propria attività sincronizzandosi sul calendario scolastico”, ha esordito Marco Trulli, di Arci Viterbo, curatore del festival insieme a Marcella Brancaforte.

“L’attività si interseca con varie scuole di ogni grado, con le quali realizza collaborazioni”. L’interlocutore principale di “Librimmaginari” è infatti la scuola, con la quale gli organizzatori progettano un lavoro di promozione letteraria continuativo e diffuso. “Un impegno che vada ad attraversare la nostra comunità a più livelli”, ha continuato Trulli. “Librimmaginari” ha una particolare attenzione all’illustrazione, soprattutto nelle sue forme del fumetto e della graphic novel. In un mondo ormai dominato dalle immagini e dai colori, essa costituisce infatti un importante veicolo comunicativo, soprattutto per i “millennials” ai quali il progetto è indirizzato.  “Oltre alle scuole, vorremmo rendere maggiormente accessibile la lettura in tutti i luoghi dove essa è praticata con difficoltà. Pensiamo alle case circondariali, agli ospedali, ai centri di accoglienza degli immigrati. Ma anche scuole operanti in realtà disagiate”. Un progetto caratterizzato quindi da particolare trasversalità e collaborazione.

Il tema di quest’anno è il bosco e la dimensione del “selvatico”, in cui si declinano le categorie del segno illustrato. “Il bosco è infatti uno dei grandi temi della letteratura, inteso come reincontro con se stessi ma anche con l’altro, come capovolgimento delle regole e la loro rimessa in discussione”, ha proseguito Trulli. Il progetto parte a marzo e prosegue con due mesi ricchi di appuntamenti e progetti laboratoriali.  Verranno attivati percorsi che porteranno i bambini delle scuole a confrontarsi con il tema del bosco. Presso le scuole viterbesi “Fantappiè” e “De Amicis” verranno realizzati due murales che resteranno come testimonianza del lavoro svolto fra studenti, operatori di lettura, attori e illustratori. Altre collaborazioni sono previste con l’Istituto Orioli di Viterbo e con il Comune di Soriano nel Cimino.  Il progetto terminerà a settembre con l’appuntamento classico della mostra collettiva.

“Viviamo in un paese in cui troppo spesso si dimentica l’eccezionale importanza della lettura”, ha continuato l’assessore Ravera. “Il libro è una consolazione necessaria; uno strumento di autodifesa contro la realtà. E il tema del bosco è particolarmente adatto al momento che stiamo vivendo: simboleggia il nostro attuale smarrimento, la nostra mancanza di punti di riferimento. Il libro fornisce gli strumenti per ridimensionare l’angoscia e per ritrovare la strada maestra. Il libro è condivisione, consolazione, comprensione, controllo sulla realtà. Leggere ci insegna a riconoscere i mostri del bosco e a elaborare le nostre difese”.  Lidia Ravera ha sottolineato anche l’importanza di rivolgersi all’infanzia. “I bambini sono terreno fertile. Non sono ancora stati rovinati troppo dalla vita, e la loro purezza si può preservare maggiormente se vengono tenuti il più possibile al riparo dai raggi dei tubi catodici televisivi. I bambini possono letteralmente salvare le loro famiglie, portando dentro i germi della curiosità positiva”. All’avviso pubblico indetto dalla Regione Lazio “Io leggo”  hanno partecipato in tutto ben 480 associazioni del territorio, delle quali sono state premiate 32. Il progetto viterbese è arrivato tra le primissime posizioni.  Un segnale positivo, che dimostra da un lato la crescita della fiducia nei confronti dell’ente regionale, e da un lato il crescente e diffuso desiderio di operare a favore dello sviluppo della lettura. “Costruire una comunità di lettori vuol dire cambiare la società: è la mia personale idea di rivoluzione” ha concluso Lidia Ravera.

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