Libri/A Villa Borghese presentazione di “Dante e la Tuscia”

Santa Rosa, luoghi, personaggi e simboli del Viterbese saranno al centro della presentazione del libro Dante e la Tuscia. Personaggi, luoghi, simboli e un’ipotesi suggestiva” del giornalista Giuseppe Rescifina (Casa Editrice Serena – Viterbo) in programma domani, sabato 19 settembre, alle ore 16 a Villa Borghese (Roma) in occasione della XIII edizione de “La Conserva della neve” , mostra mercato dei vivai collezionisti con partecipanti provenienti da tutto il mondo che si svolgerà dal 18 al 20 setrtembre al Parco dei Daini (Villa Borghese) “cuore verde” della Capitale.
La Rosa, fiore di cui non ci si stanca mai di elogiarne le molteplici virtù e la bellezza, sarà una delle grandi protagoniste dell’evento. Nei tre giorni di mostra sarà possibile ammirare la nuova varietà italiana intitolata a “Villa Borghese” frutto dell’ibridazione di Rolando Zandri tra i più grandi esperti a livello internazionale.
Sabato 19 settembre al “battesimo” della rosa sarà presente, oltre a Zandri e al suo collaboratore Davide Dalla Libera, anche un parterre di esperti rodologhi e personalità istituzionali. Madrina d’eccezione la regista e scrittrice Cristina Comencini.
In onore della rosa,il giornalista Giuseppe Rescifina presenterà il suo libro soffermandosi in particolare su la “candida Rosa” descritta nel Paradiso e interpretata come emblema dell’Amore celeste. Infatti la rosa simboleggia il centro, la verità, il cuore, l’eros mistico (“eros” è l’ anagramma di “rose” in francese, la lingua colta usata per secoli dagli studiosi e parlata nelle corti). Non è da escludere – come suggestivamente Rescifina ipotizza nel suo saggio – che il riferimento alla rosa sia stato scelto da Dante dopo avere appreso notizie relative all’esperienza della giovinetta viterbese Rosa, proclamata poi santa per la grande devozione popolare, che predicò contro gli eretici catari e albigesi a quel tempo numerosi in città anche per volere dell’imperatore Federico II. Questi fatti sono accaduti poco più di 50 anni prima che il poeta fiorentino, attraversando la via Francigena, facesse sosta a Viterbo.

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