Letizia Marchetti: io, la moto e le strade della Tuscia

Letizia Marchetti, un talento sulla moto tutto al femminile. È pilota di motociclismo, pluricampionessa italiana che corre per i colori del team Crazy Old Men di Roma, prima donna a salire sul primo gradino del podio nel Campionato SBK Italia. 

Letizia, alias Lety5, nasce ballerina. All’età di 3 anni infatti la mamma la iscrive ad un corso di danza, come fanno la maggior parte delle mamme con le figlie femmine. Letizia non abbandona più questa disciplina, tanto da diventarne insegnante presso l’Intenational Dance Association, e Tecnico Societario di Ginnastica Ritmica presso la Federazione Ginnastica Italia. Soltanto all’età di 25 anni scopre il suo talento per uno sport completamente diverso che non ha nulla a che vedere con il ballo, il motociclismo.

Originaria della provincia di Roma, per amore si è trasferita nella Tuscia dove è salita per la prima volta sulla moto. “Abitavo a Rignano Flaminio, poi l’amore mi ha portato a trasferirmi a Civita Castellana. Non conoscevo molto la zona della Tuscia, ho frequentato sia le superiori che l’università a Roma quindi la meta delle uscite con gli amici di scuola era nella Capitale. Adoro le zone archeologiche e la passione per la storia degli Etruschi trasmessa da mio papà mi ha fatto apprezzare di gran lunga questi luoghi, per non parlare delle meravigliose strade che io e mio marito abbiamo percorso insieme, io per la prima volta su una moto. Proprio sulle strade della Tuscia, grazie a mio marito David che ha avuto tanta pazienza di insegnarmi a guidare, è stato il mio esordio sulla moto

Il marito David è stato la sua guida, colui che ha fatto emergere il suo vero talento. “Mio marito è stato il mio primo istruttore, sia su strada che in pista. È stato grazie a lui che ho iniziato a guardare la moto non come un mezzo di trasporto ma come un mezzo per esprimere il mio talento a livello agonistico. Il motociclismo non era proprio tra gli sport che avrei visto nel mio futuro, ma lui ha avuto la capacità di capire che avrei potuto farcela. Così ho iniziato a frequentare dei corsi di guida in pista e dopo circa un anno ho partecipato al mio primo Campionato Femminile come rookie. Da quel momento si è aperto un nuovo mondo per noi”.

Un mondo che l’ha fatta salire sul podio tantissime volte, dalla penultima tappa del Ducati Desmo Challenge categoria Superbike, unica donna in pista contro trenta piloti uomini, fino a diventare campionessa in carica del National Trophy, classe Open 1000 Superbike. “Tante vittorie che non mi aspettavo, che sono state una soddisfazione grandissima sia per me che per il Team Crazy Old Men, con il quale corro anche oggi e grazie al quale in tutti questi anni ho conquistato tantissimi podi e tolte anche molte soddisfazioni. Vincere il National Trophy ci ha dato ulteriore lustro nel mondo del motociclismo, anche se molti già ci conoscevano dato che sono l’unica donna a partecipare a campionati maschili in classe Superbike. Quest’anno è arrivata per noi anche la partecipazione al CIV Superbike, un campionato italiano dove partecipano anche moltissimi piloti provenienti dal Mondiale MotoGP e Mondiale Superbike, e io sono entusiasta e orgogliosa di essere lì con loro”.

Ma nel 2014 Letizia deve fare i conti con un episodio spiacevole. Gli organizzatori del trofeo Bmw Cup le hanno negato l’iscrizione: molti piloti avevano paura di misurarsi con lei. “Premetto che ormai la questione è stata risolta e già finita nel dimenticatoio per quanto mi riguarda, ma in quel momento non sapevo se essere arrabbiata o lusingata da questa esclusione, dato che il motivo era il fatto che ero un pilota troppo forte e molti non si sarebbero iscritti. Non ho mai pensato che fosse un’esclusione per il fatto che fossi una donna. Ormai per me è la normalità, è dal 2008 che competo con gli uomini e sinceramente non mi sento diversa da loro, anzi sono proprio loro a considerarmi un pilota e non una donna che corre in moto”.

Dopo l’esclusione dalla Bmw Cup per Letizia sono arrivati altri successi: seconda classificata al Trofeo del Centauro, terza classificata al National Trophy, prima classificata al Pirelli Superbike, terza classificata al Master Cup sempre categoria Superbike. Poi nel 2015 è arrivato un infortunio con lussazione e frattura della spalla che l’ha tenuta lontana dalle piste da agosto fino a fine stagione e purtroppo le classifiche di campionato sono saltate.

Ma lei è una donna forte, che fa dello sport tutta la sua vita, con l’unico obiettivo di salire sui gradini più alti del podio. Il suo motto è non sentirsi né diverse né inferiori agli uomini, dedicato a tutte quelle donne che come lei amano il motociclismo e a quante desiderano salire su una moto. “Anche se stiamo parlando di uno sport che ci ha abituati a vedere solo uomini su una moto, conosco moltissime ragazze motocicliste che in pista sono anche molto brave. Basta essere determinate, allenarsi molto, farsi seguire da un Team e non farsi abbattere da nessuno”.

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