Lavinia Santucci: L’A1 la sfida, Viterbo lo slancio

lavinia

E’ nata a Roma il 4 giugno 1985, altezza 186 cm. Giocatrice di basket, ruolo di ala con la maglia dell’ Umbertide. Con la Virtus Viterbo il suo numero era l’8. Ha giocato con diverse Nazionali Giovanili prima di debuttare con la Senior nel 2005 ad Ariano Irpino. Nel 2006 ha partecipato al Trofeo “10 Nazioni” di Chieti. Nel 2012 ha disputato  le qualificazioni all’EuroBasket Women 2013, manifestazione alla quale ha dovuto rinunciare per una distorsione alla caviglia. Cresciuta cestisticamente nell’Athena di Roma, ha giocato l’ultimo anno di settore giovanile al San Raffaele Roma (scudetto Juniores) e poi ha esordito nel 2004/2005 a Viterbo, dove è rimasta per quattro stagioni prima di passare a Faenza, con cui ha conquistato la Coppa Italia nel 2009. Due stagioni fa era a Cagliari, da due anni gioca a Umbertide. 

Lunedì scorso rivedere Lavinia Santucci ospite di “WeAreFamily” su Sky Sport 3, la tv dedicata al basket realizzata dalla Fipa ha fatto un certo effetto, ormai marcata Acqua&Sapone,  ben strutturata nella bellissima città umbra. La Miss Match del basket femminile Lavinia Santucci è tra le giocatrici più rappresentative dell’intero panorama del movimento cestistico italiano.  Il suo passaggio a Viterbo dal 2004 al 2008 nelle quattro stagioni di campionato targate Virtus, sembra molto lontano, come lontani sono quegli allori conquistati da Viterbo A1 , squadra che esternava tutta la sua potenza nella disciplina, squadra che abbracciava un bellissimo gruppo di giocatrici straniere che riuscivano a vivere pure fuori lo spogliatoio, come Brooke Smith, Michelle Maslowski, Marina Puskar, Ines Ajanovic e Lolita Limoura. “Nei momenti di difficoltà siamo sempre rimaste unite e non è una cosa da dare per scontata” – dice l’ala Lavinia Santucci,  che ricorda così il  suo approccio con il basket -”Ho cominciato in quinta elementare perché mi ci hanno portato. A scuola l’insegnante di educazione fisica era un allenatore di basket, mi ha detto che ero alta e mi ha consigliato di andare a giocare. Il momento in cui ho capito che il basket sarebbe stata la mia professione è stato quando sono andata via da Roma: trovandomi fuori casa ho iniziato a pensare che sarebbe stata una bella vita. Mi ero data un paio d’anni per raggiungere un certo livello, altrimenti avrei fatto altro, invece ci sono riuscita e alla fine sono qua”. Tra i ricordi delle compagne di squadra il suo si lega a Kouznetsova, di cui era il cambio a Viterbo. Un mito. Gli scorci di Viterbo fotografano sempre Svetlana, oggi cinquantenne, ancora una grande del basket, coach del settore giovanile della Passalacqua Ragusa. Sono cominciate le semifinali dei playoff del campionato di basket femminile e in gara 1 si sono imposte la Famila Schio e la Passalacqua Ragusa. “Il mio  album fotografico scorre ma  nulla si può cancellare, Viterbo rimane nel cuore. Il Palamalè il fulcro, poi  uomini, persone, tifosi, la squadra, gli amici, i sapori, le viuzze medioevali.. la vita che regala emozioni e ti appassiona”.

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