L’arte urbana di Titina Maselli: ne parla Sabina De Gregori

MASELLI

Titina Maselli fu un’artista arguta che ha sempre perseguito un’arte controcorrente. Cresciuta in un ambiente stimolante a livello intellettuale, figlia del critico d’arte Enrico Maselli, cugina dei Pirandello, sorella del regista neorealista Citto Maselli, inizia a dipingere giovanissima. I grattacieli, la folla urlante per una competizione sportiva, i fili elettrici nel cielo notturno, le insegne al neon che illuminano la città, i calciatori, i boxeurs: Titina amava raccontare la realtà attraverso le immagini della metropoli moderna e al tempo stesso atavica. Il suo era uno stile ispirato per certi versi alla lezione del Futurismo, per altri alla Pop Art e alle avanguardie italiane. Per questo viene ricordata come una tra le grandi artiste del Novecento.

A parlare di Titina Maselli è Sabina De Gregori presso la Biblioteca Consorziale di Viterbo, attraverso la sua monografia “Titina Maselli. Autoritratto involontario di una grande artista” edita da Castelvecchi. L’appuntamento è per venerdì 5 giugno alle 17.30 presso la Biblioteca Consorziale di Viterbo in Viale Trento 24.

Il volume è un reportage a più voci, quelle di amici, parenti, conoscenti, critici, giornalisti e colleghi, sulla complessa esistenza di Titina. L’autrice ricostruisce la vita e la poetica dell’artista attraverso più di una ventina di interviste: dal fratello Citto, al pittore Ruggero Savinio; dal collezionista e avvocato Gianni Iasilli, a Carlo Cecchi per cui ha creato scene e costumi; dalla critica Lorenza Trucchi alle amiche Elisabetta Rasy, Ginevra Bompiani, Iaia Forte. Quello che ne esce è un ritratto vero di Titina Maselli, che prende origine dalla casa della famiglia Maselli, in Via Sardegna a Roma, luogo di incontro per intellettuali e artisti, nel cui salotto si riunivano in pomeridiane conversazioni, Emilio Cecchi e Silvio D’Amico, Alberto Savinio, Corrado Alvaro e Massimo Bontempelli. Ed è proprio in questo tipo di ambiente che ha inizio la storia artistica di Titina: una ricerca in cui l’istinto creativo è andato sempre di pari passo con la consapevolezza intellettuale.

Sabina De Gregori è nata a Ginevra nel 1982, vive e lavora a Roma. Laureata in Storia dell’arte, studia la street art e i linguaggi del contemporaneo. Per Castelvecchi ha già pubblicato C215. Un maestro dello stencil (2013), Shepard Fairey in arte Obey.La vita e le opere del re della Poster Art (2011) e Banksy il terrorista dell’arte. Vita segreta del writer più famoso di tutti i tempi (2010), finalista al Premio Francesco Alziator 2011 per la saggistica.

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