L’appello del Rettore: una triangolazione per salvare i beni della Tuscia

“L’ideale sarebbe una triangolazione: università, enti locali, imprenditori”. Così il rettore dell’ateneo della Tuscia, Alessandro Ruggieri, configura il trampolino di lancio che dovrebbe riscoprire e valorizzare il patrimonio storico-culturale della provincia di Viterbo.

E attraverso il contributo professionale di un centinaio di studenti specializzati nel restauro e attraverso lo strumento di un decreto (Art Bonus) che prevede uno sconto fiscale del 65% per singole persone e imprese per spese sostenute a favore di musei, siti archeologici, archivi, biblioteche, teatri, semplici facciate di edifici storici. In pratica, l’università metterà a disposizione docenti e studenti (che abbiano concluso il quinquennio di restauro) per lavorare a opere d’arte che abbiano bisogno di essere riportate all’antico splendore, quando non siano state addirittura dimenticate. Si tratta di un investimento sul futuro. Ovvio, servono risorse, che dovrebbero essere messe a disposizione degli enti pubblici e/o da privati cittadini (magari in sinergia) che abbiano a cura le bellezze della Tuscia. Ma non solo.

Quello che il rettore Ruggieri lancia in conferenza stampa è un vero e proprio appello a partecipare a questa operazione in considerazione che lo Stato ci mette dei soldi e che il patrimonio sul quale intervenire è di assoluto valore per quanto immenso.

Alcuni Comuni come Viterbo, Acquapendente, Orte hanno già concretamente offerto la loro adesione. “Gli imprenditori ancora no – sospira il rettore – ma speriamo lo facciano anche perché l’occasione è di quelle che vanno prese al volo. Tanto per essere chiari, ancora non c’è all’orizzonte un Diego Della Valle che si sobbarca l’onere di finanziare il restauro del Colosseo, ma abbiamo la fondata speranza che possa arrivare perché da soli non ce la possiamo fare”.

Gli studenti dell’ateneo viterbese già si sono cimentati a rivitalizzare, per esempio, la fonte battesimale del Duomo della Città dei Papi e alcune parti di Santa Maria in Gradi. Opereranno presto anche sulla scalinata del Palazzo Papale. “Lo abbiamo fatto – spiega – a nostre spese anche perché erano di entità limitata, ma certamente sono necessarie risorse più cospicue per interventi più rilevanti”.

Quello di Alessandro Ruggieri è sì un appello, ma anche una sfida alla città e, più in generale, alla provincia. Come dire: noi ci mettiamo i ragazzi e la loro acquisita professionalità; i cittadini, le imprese, la macchina pubblica ci devono mettere buona volontà e soldi. Altri Comuni della penisola lo hanno già fatto. L’elenco che il ”magnifico” presenta è lungo, ma soprattutto significativo: Verona, Milano, Torino, Bergamo, Bologna, Roma, Firenze, Lucca, Venezia, Modena, Genova. Ora aspettiamo la risposta della Tuscia e della città capoluogo.

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Un momento della conferenza stampa

 

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