Scuola Sottufficiali della Cimina: apertura dell’anno accademico/scolastico

Luciano Costantini

Non è una inaugurazione come un’altra. Almeno per Viterbo. Perché questa volta la cerimonia di apertura dell’anno accademico/scolastico 2017-2018 si tiene alla Scuola Sottufficiali della Cimina. Una questione di rotazione con gli altri istituti dell’Esercito che comunque sono collegati in video conferenza con l’Aula Magna della caserma viterbese. Tutte presenti le formazioni dell’Arma: il Comando di Specializzazione e Dottrina di Roma; Il Comando di Scuola di Applicazione di Torino; l’Accademia militare di Modena; la scuola di Lingue straniere di Perugia; la Scuola Militare Teuliè di Milano; la Scuola Militare della Nunziatella di Napoli. Nel parterre dell’Aula Magna, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Danilo Errico; il generale di Corpo d’Armata Pietro Serino; il comandante di Scuola di Applicazione dell’Esercito Claudio Berto; il comandante della Scuola Sottufficiali Gabriele Toscani De Col. Nelle prime poltrone di platea il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno e il sindaco Leonardo Michelini. Le file successive sono occupate da tanti giovani, tanti graduati, tanti ufficiali che formano una composta chiazza grigioverde confusa dal blu notte dei giovani allievi. Una pioggia di stellette, insomma, e di nastrini cromatici che pendono dai pettorali delle divise. E se di una inaugurazione di studi universitari si tratta, tocca al magnifico rettore dell’Ateneo di Viterbo, illustrare i programmi dei corsi e indicare l’approccio con gli stessi. Ma soprattutto va cambiato il rapporto tra insegnante e studente. “E se è vero – sottolinea il magnifico rettore, Alessandro Ruggieri – che i giovani oggi sono i nativi del digitale e noi i suoi gli immigrati, allora è chiaro che la tecnologia diventa uno strumento fondamentale di conoscenza e crescita. Ma la tecnologia va usata in modo complementare rispetto agli studi e non deve, non può, sostituire l’uomo in una proficua interazione tra docente e discente. L’Università della Tuscia sta potenziando al meglio le sue strutture anche attraverso un miglioramento del sistema informatico, peraltro già esistente, con la Scuola Sottufficiali”. Una evoluzione preziosa per quanto ineludibile. Il generale Errico conferma. Dopo aver ricordato come per lui . “Va bene – puntualizza – la tecnologia e i messaggi digitali, ma un comandante deve anche guardare negli occhi il proprio personale. La fredda parola deve sempre essere accompagnata dai sentimenti. I messaggi non trasportano le motivazioni. Il buon soldato deve essere un comandante, un leader, un manager. E guardare sempre avanti”. Come verosimilmente hanno già cominciato a fare gli allievi premiati subito dopo Piergiorgio Andreucci, Michele Nati, Davide Montalto, Gennaro Silvestri, Vittorio Maria Corraducci. “Oggi è il momento della partenza. Io quando sono partito non ero tra i primi, però sono diventato capo di Stato Maggiore”.

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