L’alchimia è un antico sistema filosofico: conferenza su Guidantonio notaio ortano

Donatella Agostini

«Recipe papavero, aglio, lattuca et fa stillar. Poi de quello stillato dà ad bere et dormirà doi giorni fermo». Questa antica ricetta per curare l’insonnia, insieme ad altri curiosi, divertenti e inaspettati rimedi, ci è giunta direttamente dal Cinquecento attraverso la complicata calligrafia del notaio ortano Guidantonio di Aloisio, vissuto nel XVI secolo. “I segreti alchemici di Guidantonio notaio ortano” è infatti il nome della conferenza organizzata il 29 settembre dalla Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale, presso palazzo Roberteschi di Orte. «Il nostro notaio era solito annotare di suo pugno ricette medicamentose, ma anche invocazioni, rituali di magia bianca, preghiere e raccomandazioni, in margine ai seriosi protocolli notarili che redigeva», ha esordito la d.ssa Nadia Proietti, che ha curato la conferenza. «In margine agli atti notarili, rigorosamente in latino, si sono ritrovate annotazioni in italiano volgare, a riprova del bilinguismo utilizzato in questo secolo dagli uomini di legge». Ricette provenienti dall’antica tradizione locale e popolare, testimoni di un tempo in cui accanto alla medicina ufficiale prosperava una “medicina dei semplici”, praticata da persone che con coraggio e manualità si affidavano a rimedi a metà strada tra le conoscenze erboristiche e i rituali magici. «Le ricette parlano di specie arboree di non facile identificazione e di principi medicali fortunatamente non più in uso, come lo sterco di gallina o il solfuro di piombo”, ha aggiunto Proietti. «Altri ingredienti utilizzati hanno invece un fondamento scientifico ancora oggi, come i gusci delle uova contenenti calcio, o piante medicinali come la ruta. Il Notaio aveva buone conoscenze e amava apporre in calce alle sue ricette la formula “et è provato”, a dare un suggello di autorictas a quanto raccomandato». Gli scritti risalgono alla prima metà del Cinquecento, e parlano di un mondo rurale, superstizioso, in cui la religione faceva parte integrante della pratica della vita quotidiana. Di fronte ai piccoli malanni quotidiani, come il mal di denti, la sciatica, non si faceva distinzione tra classi sociali: popolo e professionisti come i notai ricorrevano a formule in bilico tra magia bianca e nera, in tempi in cui la Santa Inquisizione perseguiva con fermezza ogni pratica sospetta. Accanto ai rimedi medicamentosi, ricette alchemiche per produrre minerali preziosi, sistemi per ottenere l’invisibilità e per combattere i parassiti agricoli. Arguzia popolare, ingegno, religiosità: fra gli scritti di Guidantonio, anche novene di francescana bellezza, a dimostrare l’influsso umbro nella sensibilità e nella lingua di Orte. La conferenza del 29 è la prima del ciclo promosso dalla Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale, diretta dal dott. Abbondio Zuppante; i prossimi incontri saranno sempre incentrati sulla storia medievale e rinascimentale del territorio di Orte e delle zone limitrofe.

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