“laculturainiziadaqui”: Io dalla porta sul retro non ci entro più

Riceviamo e pubblichiamo:

“Da mesi se ne sente parlare. Atteso più del Natale.. o del Christmas Village? Eccolo! Finalmente! Ha aperto il Teatro Libreria Bistrot… Caffeina! Era proprio ora. Una sferzata alla noiosissima calma piatta viterbese, l’ennesima novità portata dalla grande squadra di Caffeina. Finalmente siamo una città rinnovata che dedica il giusto spazio e la dovuta attenzione alla cultura.
6 Ottobre 2017. Credo di aver ricevuto il primo invito all’inaugurazione prima di Ferragosto.. o forse era l’anno scorso? Grande attenzione, occhi puntati, catene di inviti. Tutto pronto. Caffeina ci migliora. Sarà il nome.. ci rende più attivi, apre la mente, sveglia le coscienze, allenta i conformismi, sviluppa criticità costruttive e nuovi moti intellettuali… è la radice del nostro cambiamento.
Il 6 Ottobre non ho potuto partecipare all’inaugurazione, peccato. Ci sono andata ieri sera. C’erano delle bellissime piante sul marciapiede, praticamente degli alberelli, un bel tappeto rosso, davvero non vedevo l’ora di entrare! Un ingresso inconfondibile degno del grande segno di cambiamento che Caffeina sta dando alla nostra città, riportandoci al passo coi tempi di un mondo in continua evoluzione e miglioramento mosso solo dal motore della cultura e della grande dedizione per la sua diffusione.
Una signora addetta all’organizzazione, chiamata per me da un gentile passante, si affaccia sul meraviglioso ingresso e mi guida gentilmente pochi passi più su, in un vicoletto poco illuminato, mi dice di aspettare lì perché avrebbe aperto dall’interno una porta per me.
Calpestando i mucchietti croccanti di cacca di piccione che decoravano il mio ingresso, mi sono trovata nel bel mezzo di uno spettacolo nella sala del teatro, imbarazzata per il disturbo arrecato agli spettatori. Mi hanno fatto entrare dall’uscita di sicurezza.
Perché?
Perché l’ingresso del grande teatro libreria bistrot di Caffeina.. non è accessibile ai disabili. Semplice no? Uno scivolo removibile non si poteva mettere. No.
Perché non devo essere libera di entrare e uscire dal Teatro Caffeina quando voglio? Se volessi passare lì un’intera serata dovrei chiamare un addetto e farmi aprire la porta dall’interno ogni volta che esco per fumare una sigaretta? O per fare una telefonata? O perché mi va?
Entrata al pian terreno, il mio percorso finisce. Per raggiungere la libreria ci sono almeno due rampe di scale (o forse di più, io questo non lo so, due se ne vedono dal piano terra).
Chiedo a chi è più competente di me: visto che è stato possibile ristrutturare tutto l’edificio, come mai non è stato possibile prevedere un montascale per permettere a tutti di raggiungere la tanto pubblicizzata libreria? Vincoli storici? E come li conciliamo con la ristrutturazione? Aspetto risposte da parte di persone competenti per essere informata.
Forse a Caffeina il mio arrivo è sfuggito, forse sapevano di poter contare sull’uscita di sicurezza fortunatamente già esistente, tanto i disabili sono pochi e non rompono tanto le scatole. Basta che entrano e già sono contenti, no? No.
Quindi ragazzi, non fatevi abbagliare dalle mille lucine degli alberi di Natale, la cultura è ancora lontana anni luce da questa città.
Scatole dai nomi affascinanti diventano ben presto raccoglitori di interessi e ideali che non sempre coincidono con quelli che vogliono farvi credere.
Cultura è “ L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo” Fonte Treccani.
Io dalla porta sul retro non ci entro più.”

Firmato: “laculturainiziadaqui”

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