La Traviata/L’opera di Verdi in scena con il Teatro Null

traviata

La Traviata, il melodramma più famoso di Giuseppe Verdi, sarà di scena a Caffeina sabato 4 luglio alle 23 presso il cortile di Palazzo dei Priori a Viterbo. A portarlo in scena sarà il Teatro Null Officina culturale della Regione Lazio i porti della Teverina, in un’originale rivisitazione con un cast ridotto all’essenziale e la voce fuori campo di un narratore che racconta storie e aneddoti sull’opera.

Dopo aver visto a teatro “La signora delle camelie” a Parigi, accompagnato da Giuseppina Strepponi, nel febbraio del 1852,Verdi elabora questo dramma, opera di Dumas figlio, e ne ricava un intenso melodramma dal valore emotivo e di un esasperato romanticismo. È la storia della difficile e infelice storia d’amore tra Margherita, la cortigiana più bella di Parigi, e Armando Duval. Margherita Gautier veniva chiamata La signora delle camelie, perché tutti i giorni portava in mano un mazzo di camelie bianche, tranne cinque giorni al mese che le porta rosse. È protetta da un duca, che le manda denaro per soddisfare ogni suo capriccio. Margherita non si sente degna di Armando e soffre la distanza morale e sociale che li separa. Dall’inizio della storia d’amore si passa velocemente a una sua prima drammatica conclusione. Giorgio Germont, padre di Alfredo, incontrando Violetta fa leva sui suoi sensi di colpa, la costringe ad abbandonare suo figlio. La società è molto chiara a riguardo: chi osa unirsi pubblicamente a una donna come lei in una relazione seria e non come amante di una notte, avrà tutta la famiglia marchiata dal disonore, e Violetta queste cose le sa. Dirà quindi andando via, ad un Alfredo del tutto ignaro e incapace di comprendere, «Amami, Alfredo, quant’io t’amo. Addio». Queste parole esprimono appieno la felicità fugace e l’amore traumaticamente spezzato, nel momento in cui sembrava aver trovato il proprio coronamento.” 

Sul palco l’orchestra I fiati dell’Alta Tuscia diretta dal Maestro Marco Taschini, che ne ha curato trascrizione ed elaborazione; Giordano Ferri nella parte di Alfredo Germont, e Seo Yung Su nella parte di Violetta Valéry. La regia, la narrazione e il testo sono di Gianni Abbate.

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