La “Tomba delle iscrizioni” di Piansano

Francesca Pontani

“[Gli Egizi] si vantano inventori dell’alfabeto, che poi i Fenici avrebbero introdotto in Grecia. In Italia poi gli Etruschi appresero la scrittura dal corinzio Demarato”.
(Tacito I-II secolo d.C.)

 

La “Tomba delle iscrizioni”

La “Tomba delle iscrizioni” di Piansano venne scoperta, casualmente, negli anni ’80 durante gli scavi per la costruzione del nuovo giardinetto davanti alla scuola media del paese: una tomba a due camere con una iscrizione in lingua etrusca sul frontone interno.
Un’importante traccia archeologica del mondo etrusco di questa zona della Tuscia di Viterbo, una zona spesso considerata all’ombra e ai margini delle città etrusche più famose, ma che invece, anche solo con questo monumento funerario, comunica e trasmette la sua importanza storica.

Sopra la “Tomba delle Iscrizioni” camminano in tanti, quotidianamente, senza (però), purtroppo, rendersi conto del “tesoro” lì sotto nascosto.
Un tesoro di storia, arte, spiritualità, senso del divino e del rispetto dei propri antenati.
Perché le camere funerarie etrusche questi messaggi ci comunicano. Ogni volta.

 

Negli anni ‘80

La tomba di Piansano è stata ritrovata durante lavori di sbancamento, agli inizi degli anni ’80, priva del corredo ma arricchita da una iscrizione molto estesa, considerando gli standard delle iscrizioni etrusche che conosciamo.
Si tratta di una tomba con ambienti destinati ad accogliere elementi di corredo di più famiglie, legate tra di loro da legami di parentela.
Scavata in un tufo compatto, detto “scarcione” in vocabolo locale, la tomba ancora oggi la vediamo composta da due ambienti paralleli divisi da un setto centrale: questa una tipologia architettonica diffusa negli ipogei etruschi tra Lazio e Toscana.
L’iscrizione di Piansano è un documento epigrafico esteso e ricco di dati molto importanti per lo studio della lingua etrusca: un documento epigrafico di grande portata storica.

 

Un’iscrizione importante

Questo è il dato importantissimo della Tomba etrusca di Piansano: l’iscrizione.
Questo perché noi della lingua degli etruschi conosciamo solo pochi testi di una certa notevole lunghezza; per la maggior parte le iscrizioni ritrovate e studiate ad oggi sono solo nomi, cariche pubbliche, numero di anni, frasi di dono di oggetti, liste alfabetiche.
L’iscrizione della Tomba di Piansano è quindi importante proprio per questo motivo.
Nella parte alta del setto divisorio delle due camere, verso l’ingresso, è presente l’iscrizione articolata su quattro righe sinistrorse (cioè con l’andamento di lettura da destra verso sinistra).

 

IV-III secolo a.C.

La tomba viene collocata cronologicamente tra il IV e III secolo a.C. e l’iscrizione contiene principalmente forme onomastiche riferibili ai defunti di più famiglie ospitati nella tomba.

 

 

DOVE SI TROVA

Piansano (Viterbo), sotto il giardinetto di via Maternum, sotto via S. Lucia.
Chiusa per anni è stata resa accessibile in occasione dell’inaugurazione della nuova Sala Conferenze di Piansano, in cui è inglobata.

 

COME VEDERLA

Trattandosi di un locale aperto solo in occasione di manifestazioni ed eventi non esiste un orario di visita. Tuttavia, contattando il Comune o il Gruppo Archeologico di Piansano si può chiedere di effettuare una visita.

Pagina Facebook: Gruppo Archeologico Piansano

 

Per approfondire

Alessandro Morandi, “L’iscrizione etrusca di Piansano (Viterbo)”, Informazioni Terza serie, n. 21. VV. “La Loggetta” notiziario di Piansano e la Tuscia, mag-ago 2007, p. 63.

 

 

Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

 

Il 18 gennaio, prossimo articolo, andremo a Tuscania.

 

 

Foto di Francesca Pontani

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