La ragazza nella nebbia, un thriller dalle sfumature “lynchane” con un cast eccellente

Rossella Salvatorelli

Cercare a tutti i costi un mostro da sbattere in prima pagina e dare la maggior risonanza mediatica possibile a un caso di cronaca. È il principale interesse dell’agente speciale Vogel (Toni Servillo), inviato in uno sperduto paesino di montagna per indagare sulla scomparsa della sedicenne Anna Lou. Una dolce adolescente dai capelli rossi appartenente, come la sua famiglia, a una confraternita religiosa. La trama molto intrecciata ma avvincente è quella del film “La ragazza nella nebbia”, attualmente al cinema, tratto dall’omonimo libro dello scrittore Donato Carrisi, per la prima volta anche regista. 

Il thriller per oltre due ore tiene lo spettatore con gli occhi incollati allo schermo. La tensione è alta e individuare la mano omicida sembra davvero complicato. Infatti l’intera proiezione non basta a far rientrare tutti i tasselli del mosaico. Tra scenari nordici spesso cupi, inquietanti e un po’ antichi, e dialoghi ben costruiti, spiccano le interpretazioni di Toni Servillo e Alessio Boni: il bravo professore “colpevole” di essere arrivato di recente nella vallata del mistero… dove l’ombra dell’ambiguità aleggia su ogni personaggio. 

E sul finale il segreto viene fuori da una valigetta.

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