La mobilità lenta, opportunità rilevante per lo sviluppo della Tuscia

Stefano Malatesta, grande viaggiatore, giornalista e non ultimo scrittore, nel suol libro “Un treno per Bagdad” non si sottrae al fascino dei treni. Malatesta oltre al suo racconto, mette insieme altri autori più o meno noti, come il principe Alliata che narra della sua infanzia, di un viaggio su un treno a scartamento ridotto, proprietà della sua famiglia, che collegava le miniere di zolfo ai centri di raccolta, ci offre cosi una visione della Sicilia di quei tempi, davvero interessante. Giuseppe Cederna attore. Chi non lo ricorda nel film “ Mediterraneo” nei panni dell’attendente Farina, ci spiega come la sua vita e la sua carriera sia legati ad un treno il famoso “Settebello”. Parlare di treni e viaggi, la letteratura ne è piena. In questi tempi il treno, sta riscoprendo una seconda giovinezza, specialmente nelle tratte dismesse, che con vari progetti sostenuti dalla Comunità Europea tornano a rivivere. C’è un patrimonio culturale, paesaggistico, storico, lungo migliaia di chilometri in attesa di essere recuperato e consegnato a un turismo rispettoso dell’ambiente, che ama la natura e la compagnia e riscopre il valore del proprio tempo. Se vi capiterà di percorrere alcuni tratti a piedi della ferrovia, nei pressi dell’insediamento preistorico di Luni sul Mignone, trovare un paesaggio semplicemente incantevole, immerso in un silenzio magico, interrotto soltanto dal canto degli uccelli. Il Fiume Mignone scorre lento, formando qua e la delle grosse pozze, e dall’alto del nuovo ponte si gode un paesaggio unico. La tratta fu considerata un ramo secco, per questo abbandonata . In seguito fu in parte ripristinata, ricostruendo ponti e tunnel, senza però vedere la conclusione dei lavori, destino comune a tante altre opere rimaste appese. Ora in parlamento, in commissione, è stata approvata la proposta di legge sul recupero delle ferrovie turistiche, che prevede anche l’inclusione di questo tratto. Sicuramente la Ferrovia Orte – Capranica – Civitavecchia merita di essere completata e con le nuove tecnologie si possono abbassare i costi di gestione. Potrebbe cosi nascere una “green way” dove camminare, pedalare e muoversi senza mezzi motorizzati, un opportunità importante per la sviluppo della Tuscia.

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