La delizia è a Palazzo: nel regno degli Orsini a Bomarzo

C’è un motivo in più per visitare il palazzo Orsini a Bomarzo. Dall’8 all’11, l’evento “Tuscia Deliziosa” propone quattro giorni dedicati ai prodotti tipici della Tuscia e l’inaugurazione del museo del Palio di San Anselmo, la manifestazione è patrocinata dalla Regione Lazio, Provincia e locale Camera di Commercio. Chi non conosce Palazzo Orsini di Bomarzo sicuramente perde un pezzo importante della storia locale. Iniziamo per gradi. Bomarzo è situata sulla riva sinistra del Tevere, su uno sperone roccioso in peperino, roccia di origine vulcanica, caratteristica della Tuscia. Nel passato fu importante per l’insediamento di numerosi centri Etruschi. Nel 590-593 Paolo Diacono nell’Historia Longobardorum descrive la futura città di Bomarzo come un centro di notevole importanza strategica. Nel 1502 Giovanni Corrado Orsini, condottiero di ventura, ottiene Bomarzo e Chia e nello stesso anno sposa una sua parente Lucrezia, figlia del Conte Giovanni Orsini degli Anguillara. Da signore di ampie vedute, Giovanni Corrado diede inizio alla trasformazione del palazzo e acquistò i terreni sottostanti l’antico borgo, dove poi il figlio Pierfrancesco realizzerà il Sacro Bosco. L’ultimo degli Orsini, Marzio, nel 1645 vendette al Duca Ippolito Lante della Rovere il feudo di Bomarzo. Nel 1836 il feudo, compreso il palazzo, fu ceduto al principe Marcantonio Borghese. Per arrivare al dopoguerra, dove passò in mano a diversi privati, fino ad arrivare agli anni ’50 quando fu acquistato dal Comune di Bomarzo, che ne è l’attuale proprietario. Di notevole pregio, oltre il già citato palazzo, sono il centro antico, la riserva naturale di Monte Casoli e il Sacro Bosco.
Ne conviene la riflessione che certamente il recupero di un immobile storico come Palazzo Orsini è importante ai fini conservativi, ma l’apertura al pubblico per renderlo una vetrina del territorio, farlo rivivere con manifestazioni culturali, artistiche, centri studi è la vera missione della conservazione dei beni artistici. Diverse sedi, dove sono domiciliati i servizi dei comuni nel Viterbese è situata in palazzi, castelli, dimore di notevole pregio artistico, che potrebbero essere resi fruibili a visitatori e studiosi. Un progetto su cui sarebbe utile poter lavorare per renderlo plausibile.

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