La Commenda ricorda Annibal Caro a 450 anni dalla morte

L’Antico Borgo La Commenda di Montefiascone entra ufficialmente nel circuito di manifestazioni relative al 450° anniversario dalla morte di Annibal Caro, le quali si sono in parte già svolte quest’estate nella città che diede i natali, il 6 giugno 1507, a questo scrittore, traduttore, poeta, rimatore e commediografo di grande spessore.
L’annuncio è stato ufficialmente dato nel corso della conferenza stampa svoltasi il 12 settembre presso la Sala Giunta del Comune di Civitanova Marche. Presenti: l’assessore alla Cultura Giulio Silenzi; Rosetta Martellini, presidente Azienda Teatri di Civitanova; Gino Troli, direttore artistico di Futura Festival; Alvise Manni, presidente del Centro Studi Cariano; Massimo Arcangeli, direttore del Festival “La parola che non muore” di Civita di Bagnoregio alla sua seconda edizione e Luigi De Simone, Presidente de Il Marrugio arl, società proprietaria dell’Antico Borgo. Dopo l’esposizione dalla Martellini del resoconto sugli eventi e progetti conclusi nella prima parte delle celebrazioni (iniziate a maggio) e l’anticipo di quelli che saranno realizzati nell’autunno, è emersa la ferma volontà di: “far durare la memoria del Caro rendendolo una figura presente in modo costante: da qui l’idea di istituire dal 2017 un Premio a lui dedicato, che ricada nel giorno della sua nascita e sia occasione per ricordarlo nella sua attività di traduttore grazie alla quale gli abitanti del nostro Paese hanno potuto leggere, l’Eneide di Virgilio integralmente tradotta…”
“Caro, secondo me è anche un raffinatissimo poeta. – prosegue Arcangeli – Ecco perché quest’anno iI premio coinvolge sei poeti di fama nazionale che hanno selezionato 6 raccolte da cui hanno scelto 6 poesie che saranno valutate da una giuria di cento persone a vari livelli… La premiazione avverrà il 2 ottobre all’Antico Borgo La Commenda dove Caro trascorse circa l’ultimo decennio della sua vita e dove iniziò la traduzione dell’Eneide. Vista la vicinanza con il Festival il connubio fra tutto era più che naturale!…”. “Sono onorato di poter ospitare questa importante manifestazione – esterna De Simone – a La Commenda di S. Giovanni e S. Vittore in Selva, che nasce nel 1170 con la Chiesa per poi arricchirsi di altre strutture, fra cui, per la sua vicinanza alla Francigena, l’Ospitale che accoglieva i pellegrini diretti a Roma. Detto uso si è mantenuto fino alla fine del 1700 anche passando come proprietà di vari ordini religiosi e, in ultimo, dei Cavalieri di Malta di cui entrò a far parte Annibal Caro che, così investito, venne incaricato in qualità di Commendatore di curarne le sorti. Nel 2011 la società di cui faccio parte l’ha rilevata intervenendo pesantemente al fine di recuperarlo al più presto, visto lo stato di abbandono in cui versava. Proprio la presenza di Annibal Caro, l’affascinante e tumultuosa storia della struttura hanno fatto sì che l’Antico Borgo, oltre ad essere sito ricettivo, di ristorazione e produzione agricola, diventasse luogo per la diffusione di cultura con eventi come i cosiddetti Convivi: incontri periodici con esperti che trattano argomenti legati alla storia, alle arti, alle scienze durante una cena armonizzata al periodo o argomento esposti. Oppure ospitiamo mostre, convegni, presentazione di libri. Annibal Caro è stato il Commendatore che ha lasciato un segno nella vita de La Commenda (lui vi ha soggiornato dal 1555 al 1566) da sempre contesa aspramente fra Montefiascone e Viterbo. Nel corso del suo incarico riuscì a far approvare dal Comune di Montefiascone il “documento della concordia” per riconciliare i suoi tre contendenti storici: Viterbo, Montefiascone e la Chiesa… Io ho frequentato il liceo classico e mi era noto il personaggio di cui ammiravo la poliedricità nel campo letterario: sono lieto di portare con la nostra struttura e documentazione un pezzo importante della sua storia, non solo dal punto di vista “logistico”, ma anche del profilo personale, il cui incarico qui ne ha fatto emergere le capacità imprenditoriali, gestionali e la sua attitudine alla diplomazia. Spero di riuscire a coinvolgere in questa iniziativa anche le istituzioni locali referenti de La Commenda che potranno valorizzare e condividere, grazie alla permanenza di questo personaggio, un pezzo di storia del territorio importante, ma spesso ignorata”.

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