La Biblioteca Centrale cuore di Unitus

La Biblioteca di Alessandria d’Egitto resta nel mito, quella dell’Università di Viterbo ha ambizioni realisticamente più contenute, ma diventerà un polo di riferimento storico a culturale non soltanto per l’ateneo, ma per l’intera città di Viterbo. Oltre 220.000 volumi di cui 68.000 recuperati e che saranno presto catalogati. “Sarà una Biblioteca centrale – spiega il rettore Alessandro Ruggieri – che accorperà la quattro già esistenti e già a disposizione degli studenti. Funzionerà per l’intera giornata e probabilmente anche di notte. Nei giorni feriali e festivi. Sorgerà all’interno del rettorato. I lavori inizieranno ad aprile e ad agosto potrà essere aperta”. I costi? “Intorno a 600.000 euro, tutti messi a disposizione dall’università”, puntualizza il rettore con una punta di orgoglio. “Il nostro obiettivo – sottolinea Enio Campiglia, responsabile delle biblioteche universitarie – è quello di offrire cultura all’intera città”. “E la Biblioteca è lo strumento per fare ulteriormente crescere le sua potenzialità”, aggiunge il direttore generale dell’Ateneo, Alessandra Moscatelli.
Il professor Ruggieri illustra l’iniziativa in conferenza stampa insieme ai numeri dell’ultimo rilevamento “anagrafico” (12 dicembre 2106): 4.661 iscritti rispetto ai 4.473 dell’anno precedente. Un aumento del 4,2%. “Che comunque – precisa – rappresenta un trend tra i migliori, se non il migliore del Paese, che registra invece uno scenario sostanzialmente piatto”. Insieme alla Biblioteca viene presentato ufficialmente anche “Unitustap”. Che cos’è? Un portale attraverso il quale gli studenti (ma non solo, ovviamente) potranno avere a disposizione on line tutti i servizi scolastici ed amministrativi. Insomma, storia e cultura (la Biblioteca) che si muovono insieme alla tecnologia (il sito internet). Passato e futuro. Il presente? Ambizioso, ma certamente difficile. Spiega la direttrice Moscatelli: “Vorremmo recuperare le ex casermette del Paradiso e la basilica di santa Maria di Gradi che mostra tutti i segni del degrado. All’interno oggi c’è una autentica foresta e tutto è fermo a dieci anni fa allorché si sono esauriti i fondi per il recupero. Sarebbe auspicabile che magari intervenissero imprenditori privati per riavviare in lavori, in attesa di un possibile intervento pubblico”. Sognare si può, la realtà dice però che al momento la basilica è off limits a dispetto delle centinaia di migliaia di euro della collettività che sono stati spesi per salvarla. Un lavoro lasciato desolatamente a metà.

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