Incontri di Archeotuscia: Milano nelle lettere di Sant’Ambrogio

Proseguono le iniziative culturali a cura di Archeotuscia Onlus nel ricco programma inaugurato a marzo a Palazzo Papale sulle scoperte nell’arte e nell’archeologia della Tuscia e che terminerà a fine aprile con un appuntamento dedicato a Ferento.
Quello di oggi, tenutosi presso la Sala Coronas della Prefettura, con introduzione di Raffaele Donno dell’associazione e relazione del professore archeologo Francesco Menghini, ha visto protagonista Milano raccontata attraverso le lettere di Sant’Ambrogio, nel periodo che va dal cristianesimo delle origini alle sue lotte contro l’arianesimo, fino a Ravenna capitale e all’Alto Medioevo.
E così, dopo un sentito invito a giovani studenti e non a fare ricerca sull’archeologia cristiana nel territorio viterbese che offre molti spunti di studio, il professor Menghini ha letto varie parti dell’epistolario del vescovo meneghino, che conta di 75-76 lettere ed è conservato nell’archivio diocesano di Milano. Dalla sua corrispondenza, testimone dell’attività pastorale e politica del santo quanto della sua vita privata, emerge tutto il contesto politico culturale della Milano del IV secolo. Ecco allora il contrasto alla pena di morte, ai matrimoni misti, il ritrovamento dei corpi dei martiri Gervasio e Protasio, determinante nella lotta all’arianesimo con la conseguente costruzione di una basilica che poi a lui verrà intitolata, le raccomandazioni per l’arrivo dei barbari, quanto quelle mondane a lui richieste per la costruzione di un porto sui navigli da parte di un tale Eusepio. Si alternano lettere di vita familiare indirizzate alla sorella Marcellina a quelle di politica ecclesiastica, indirizzate per esempio all’imperatore Teodosio dopo il violento massacro di Tessalonica, o quella in merito alla pretesa degli ariani della chiesa di Santa Tecla, nell’attuale Duomo, per cui rischierà il carcere e la vita stessa. A lui si deve l’introduzione degli inni ambrosiani, preghiere cantate per calmare gli animi e non fare addormentare i fedeli in basilica.
Milano appare quindi una città imperiale e Roma subalterna, sono presenti culti orientali e un fermento di attività artigiane, dai fabbricanti di stoffe a quelli di attrezzature militari; attraverso le lettere di questo personaggio conosciamo molte questioni politiche, finanziarie, economiche e giudiziarie che passano attraverso la Chiesa. Una varietà di argomenti toccata e un’immagine del contesto che riflette l’uso di scambiarsi doni e protezione non troppo diverso da oggi.

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