Inaugurato il primo Alzhauser Caffè di Viterbo

Donatella Agostini

È stato inaugurato nella mattina del primo dicembre l’Alzhauser Caffè, spazio dedicato ai malati colpiti da Alzheimer e alle loro famiglie. Un progetto, già sperimentato in altre città italiane, fortemente voluto dalla sezione locale dell’associazione Auser, attiva a Viterbo fin dal 1993. A parlare la presidente della sezione Giovanna Cavarocchi, che ha sottolineato come l’attività dell’Auser si basi da sempre sull’ausilio e il servizio a favore degli anziani fragili e in difficoltà. “Vogliamo allontanare il più possibile da noi e dagli altri lo spettro
della depressione, del calo delle capacità cognitive e neurologiche. Per questo ci attiviamo per portare aiuto agli altri e nello stesso tempo attiviamo progetti come l’Alzhauser Caffè: uno spazio dedicato a chi è purtroppo già entrato nella spirale della malattia, portando con sé i suoi familiari. La nostra sarà una terapia relazionale, di socializzazione, che ricostituisca e mantenga vivi i rapporti fra persone in un ambiente familiare”. Il locale infatti è caldo e accogliente: sono presenti dei tavolini e delle sedie come in un caffè, librerie, quadri e fiori. Qui il malato potrà fare, condividere, vivere, essere ascoltato e capito. Gli obiettivi di
Alzhauser Caffè sono stati illustrati dalla dottoressa Claudia Urbani, psicologa responsabile del progetto. “Il nostro scopo è soprattutto di tipo sociale: fare in modo che gli ospiti possano avere una stimolazione di tipo sociale e relazionale, anche attraverso attività di tipo ludico e occupazionale. È c’è un importante obiettivo
parallelo, rivolto ai familiari: offrire un punto di riferimento e uno spazio di sollievo. Tutti sappiamo quanto sia difficoltoso il ruolo del caregiver in questo tipo di patologie”. I familiari saranno presenti nella fase di inserimento e adattamento della persona affetta da Alzheimer, poi potranno scegliere se continuare a essere presenti oppure optare per la funzione sollievo, ossia affidare il congiunto nelle mani dei volontari e dei terapisti. Lo spazio Alzhauser Caffè sarà aperto tutti i martedì dalle 15.00 alle 18.00, nei locali di via della Marrocca 70 a Viterbo. Le attività rispetteranno sempre una sequenza fissa, auspicabile in questo tipo di patologie: accoglienza e conversazione, attività ludica e occupazionale, preparazione e consumo della merenda, conclusione. “Infine, ci prefiggiamo un ulteriore obiettivo che è quello di informare”, ha continuato la dottoressa Urbani. “Verrà attivato un numero telefonico dedicato, per chiedere informazioni rispetto ai servizi attivi sul territorio o per esigenze operative”. Il progetto è tendenzialmente rivolto ai
portatori di patologia da lieve a moderata, ma non vi sono preclusioni rigide, proprio per dare a questo spazio un carattere di massima inclusività. Il senso di Alzhauser Caffè non è quello di sostituire gli efficienti spazi riabilitativi tradizionali presenti sul territorio, ma affiancarsi a loro ed integrarli, aprendo una possibilità diversa e nuova. Si accede al progetto chiamando il numero telefonico 0761.353230 (dal lunedì al venerdì, 10.00-16.00) e lasciando i propri dati; il familiare verrà poi richiamato per un primo colloquio.
All’inaugurazione sono stati presenti il presidente regionale Auser Luigi Annesi, il presidente nazionale Enzo Costa, la dottoressa Patrizia Prosperi della Asl Viterbo, Patrizia Ciatti dell’Associazione Alzheimer di Viterbo, il consigliere comunale e presidente della Consulta del Volontariato Paolo Moricoli. Presente anche Francesca Marini, in rappresentanza della Chiesa Valdese – la quale devolve interamente i fondi provenienti dall’8 per mille a progetti sociali sul territorio nazionale e all’estero – che ha scelto il progetto e ne ha reso
possibile la realizzazione.
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