Il più bel secolo della mia vita: Prima nazionale al Bianconi

Giovanni e Gustavo, due N.N., ovvero figli non riconosciuti alla nascita rispettivamente di 30 e 99 anni e il loro divertente e ironico viaggio alla ricerca delle loro origini. E’ il tema della prima nazionale Il più bel secolo della mia vita testo inedito di Alessandro Bardani e Luigi di Capua che ne curano anche la regia. Protagonisti Giorgio Colangeli (il Boss di Distretto Polizia 7) e Francesco Montanari (Il Libanese di Romanzo criminale). Lo spettacolo (il cui primo titolo nella fase di lancio della stagione era N.N. Non è mai troppo tardi) è un evento culturale degno di nota e dopo la prima nella Tuscia inizierà il tour nei palcoscenici di Napoli e Roma.

Giovanni non è stato riconosciuto alla nascita dalla mamma naturale. È, come si dice tecnicamente, un N.N. A trent’anni si fa sempre più forte in lui il desiderio di conoscere la donna che lo ha messo al mondo ma questo non gli è possibile. C’è una legge del 1983, unica in Europa, che vieta ad un N.N. di venire a conoscenza dell’identità dei genitori  naturali, se non dopo aver compiuto 100 anni. Giovanni non ci sta e allora si impegna con la F.A.E.G.N., Associazione nazionale figli adottivi e genitori naturali, per far si che la legislazione italiana cambi e, in uno degli incontri dell’associazione da lui organizzati, conosce Gustavo: un quasi centenario, NN come lui, che tra poco riuscirà finalmente a superare i limiti della legge, e a scoprire la verità sulla sue origini. Il problema è che a Gustavo non interessa conoscere la sua mamma naturale. Il suo intervento alla riunione è l’inizio di un rocambolesco rapporto con Giovanni, in cui i due, specchio di ideali lontani,  lasceranno reciprocamente un segno indelebile l’uno nell’altro. Due generazioni a confronto, punti di vista opposti che devono fare i conti con le stesse domande: “chi sono?” “quali sono le mie origini?”, “chi è mia madre?”.

La commedia, con leggerezza ed ironia, tratta uno dei temi sociali più angosciosi del nostro paese, ponendosi come una sorta di denuncia della situazione surreale che vivono ancora oggi i figli non riconosciuti.

Giorgio Colangeli, attore di teatro, cinema e televisione, vanta trent’anni di carriera teatrale lavorando al fianco di grandi registi e attori come Vittorio Gassman. Francesco Montanari è seguito dal pubblico per la carriera nata con “Romanzo Criminale” e proseguita poi tra cinema e teatro.

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