Il Piccolo Principe fa il pieno con i diritti di pubblico dominio

Il piccolo Principe

Circa 270 traduzioni fra lingue e dialetti, 400 milioni di lettori e 150 milioni di copie vendute, a 70 anni dal debutto, la popolarità del Il piccolo principe, favola poetica e racconto filosofico per tutte le età di Antoine de Saint-Exupéry, non mostra segni di declino, anzi. Con i diritti del libro appena diventati di pubblico dominio, essendo passati 70 anni dalla morte dell’autore, stanno per arrivare oltre una decina di nuove edizioni .In attesa dell’uscita (a ottobre in Francia, e a gennaio 2016 in Italia con Lucky Red) del primo film animato in 3d sulla storia, diretto da Mark Osborne. Sono già comunque innumerevoli le trasposizioni e gli sviluppi creati negli anni, fra prosa, opera, musical, balletto, animazione, radio, cinema e tv. grande successo nel luglio 2014 Del libro, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1949 da Bompiani (che l’ha da poco riproposto in una nuova traduzione di Beatrice Masini) sono appena uscite, o in arrivo, fra le altre, edizioni di: Feltrinelli (traduzione di Yasmina Melaouah con la prefazione di Chiara Gamberale); Meridiani Mondadori (curato e tradotto da Leopoldo Carra); Garzanti (traduzione di Massimo Birattari); Sellerio (traduzione di Marina Di Leo con nota di Daria Galateria); Einaudi (traduzione di Andrea Bajani); Giunti Junior (traduzione e prefazione di Arnaldo Colasanti); Fanucci (traduzione di C. McGilvray); Battello a vapore – Piemme (con l’introduzione di Teresa Buongiorno); Newton e Compton (curato e tradotto da Emanuele Trevi); Beat (traduzione di Giuliano Corà); Barney (traduzione di Roberto Piumini); Gribaudo, in un’edizione pensata per i bambini, con la sovraccoperta che diventa poster; ‘Il piccolo principe commentato con la Bibbia’, pubblicato da Ancora (curato da Enzo Romeo); e tra le versioni solo ebook, quelle di Interwideo e di Kentauron, che ha anche in parallelo testo italiano e francese. Nel film animato in 3d, produzione francese da circa 80 milioni di dollari, del quale è già disponibile il trailer, Osborne ha creato il racconto unendo varie tecniche come computer graphics, disegno su carta, cutout (collage di vari pezzi di carta ritagliati e fotografati a passo uno per simulare il movimento) e pupazzi in stop motion: un lavoro realizzato negli studi Mikros a Montreal. ‘Il primo obiettivo era proteggere il libro – ha spiegato il regista alla stampa canadese -. Io l’ho letto all’università grazie alla mia fidanzata che poi è diventata mia moglie. Ne conosco la potenza”. L’obiettivo, ha aggiunto il produttore Alexis Vonarb ”è raggiungere un pubblico molto ampio, fatto di conoscitori del libro e non”.

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