Il “Centro Sociale Polivalente Pilastro” ha festeggiato i suoi primi venti anni

Donatella Agostini

Una sala Regia gremita e colorata come ogni festa di compleanno che si rispetti: il 15 novembre, il “Centro Sociale Polivalente Pilastro” di Viterbo ha festeggiato i suoi primi venti anni di attività. Un’associazione, che vanta ad oggi un migliaio di iscritti, nata per la volontà e l’impegno di Luciano Barozzi, mente e cuore del Centro e suo attuale Presidente. Dalle sue parole traspare l’orgoglio per i risultati ottenuti e l’umiltà di chi preferisce i fatti alle autocelebrazioni. «Malgrado le difficoltà e le limitate risorse, il 15 novembre del 1997 siamo riusciti ad aprire questo Centro. Non volevamo che fosse come tutti gli altri: pensavamo di creare piuttosto un luogo di incontro e un incentivo di crescita morale e civile per i nostri iscritti. Non immaginavamo che a distanza di venti anni saremmo cresciuti in questo modo. Abbiamo iniziato in due locali seminterrati, oggi disponiamo di una sede più grande, di un’area verde e di una sala bocce. Ma soprattutto, è significativo il lungo elenco di iniziative culturali, sociali, di solidarietà, umanitarie e religiose che il Centro ha organizzato in questi anni». Sagre, gite, visite ai musei, concerti; un gruppo teatrale, una corale, un gruppo di Amici della Poesia. E ancora, mostre di presepi, rassegne canore, annulli filatelici. E tanta solidarietà per i meno fortunati, attraverso raccolte di fondi e adozioni a distanza. «Il Centro è stato ed è un laboratorio di nuove e coraggiose esperienze. La nostra attenzione è sempre stata soprattutto per la terza età e per i meno abbienti, che spesso si rivolgono ai centri sociali afflitti dal malessere della solitudine e dell’emarginazione. La terza età non dev’essere un punto di arrivo, ma uno stimolante punto di partenza. Abbiamo puntato molto sul rapporto fra vecchie e nuove generazioni, attraverso iniziative che coinvolgano giovani e meno giovani, che in questo modo si sentono ancora utili, partecipi, importanti, parte attiva della società», ha continuato Luciano Barozzi. Un ideale abbraccio tra generazioni, attraverso iniziative di riscoperta delle tradizioni antiche, e incontri con i ragazzi delle scuole, sul tema dei mestieri e dei giochi di una volta: uno scambio reciproco di ricordi e di esperienze. Nel Centro Sociale Pilastro, i soci vengono accolti e coinvolti in tutte le attività, non ultima la manifestazione che ha portato l’Associazione sotto i riflettori dei mass media nazionali: la Calza della Befana più lunga del mondo, nata per coinvolgere non solo gli associati, ma tutta la popolazione viterbese. L’evento, che si svolge dal 2000, è diventato uno dei maggiori eventi di richiamo della città, e nasce dalla sinergia tra Centro Sociale Pilastro ed altre importanti realtà associazionistiche locali, come l’Acli, l’ADMO, l’AVIS.«A distanza di venti anni, il Centro è diventato una realtà importante anche per la città tutta. Con passione ed entusiasmo abbiamo creato una grande famiglia. Per questo devo ringraziare tutti i miei collaboratori, tutti i soci che a titolo gratuito si prestano a collaborare alle molte iniziative. E un grazie alle varie amministrazioni che si sono avvicendate, e tutte hanno sostenuto fortemente le attività del nostro Centro», ha concluso Barozzi. Presenti all’incontro numerosi esponenti presenti e attuali dell’amministrazione comunale, come gli ex sindaci Marcello Meroi, Giancarlo Gabbianelli, Giulio Marini, l’assessore alle politiche sociali Alessandra Troncarelli, il vicesindaco Luisa Ciambella e l’attuale primo cittadino Leonardo Michelini, che ha aggiunto: «Il Centro Sociale Pilastro è un esempio di come la politica spesso agevoli e sostenga queste belle realtà. Aggregazione e spirito di comunità: è così che la periferia diventa finalmente quartiere».

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