Il Caffè Schenardi riapre con gli sfarzi dell’antica storia

Caffè Schenardi

Dal 1493 al 1498 fu un Banco Fondaco della famiglia Chigi, tra il XVI e XVIII sec. la proprietà passò a diverse ed illustri famiglie viterbesi, poi nel 1798 il romano Giuseppe Cassani, appaltatore della posta, lo acquistò e lo trasformò in Albergo Reale. Le vicende dello storico caffè iniziarono nel 1818 quando Raffaele Schenardi acquistò l’albergo per trasformarlo, al piano terra, in un ambiente di nuova idea : “il Caffè”, luogo di convivio e d’incontro, di dibattito intellettuale e politico, dai salotti privati, si trasferirà anche in ambienti pubblici. Dal 1848 i locali del Gran Caffè Schenardi ospitarono le riunioni del “Circolo popolare di Viterbo”, associazione politico-filosofica ritenuta sovversiva dall’autorità pontificia; fu luogo di ritrovo per i maggiori esponenti della politica e delle classi sociali del tempo. Era il periodo di fervente attività di moti risorgimentali e in città coloro che desideravano l’unità d’Italia si incontravano qui, per organizzarsi. Nel 1855 l’aspetto del Caffè cambiò radicalmente grazie all’ingegno dell’architetto romano Virginio Vespignani (1808-1882) e alla accorta direzione del nuovo committente Vincenzo Schenardi che lo rese uno tra i caffè storici più belli d’Italia.

Fu subito celebrato per la prelibata pasticceria e per la gelateria, ogni anno, veniva fatto arrivare da Napoli il famoso gelatiere Ciro Caivano. All’interno del bar è visibile un mezzo busto a ricordo del cav .V.Schenardi dello scultore Antonio Filippo Cifariello. Qui vi sono passati personaggi famosi come :– papa Gregorio XVI , – il principe di Napoli futuro re Vittorio Emanuele III, ospitato a Palazzo dei Priori il 21/7/1890, al quale fu offerto un pranzo preparato da Grispino Schenardi con il seguente menù: “ostriche, zuppa, pesce, filetto di bue, gelatina, asparagi, punch spongato, piccioni, insalata alla russa, gelato, frutta, gateau, dessert. Vini : Capri, Bordeaux, Champagne”. – Giuseppe Garibaldi, Guglielmo Marconi, la regina Margherita.

Nella storia più recente fu luogo di ristoro per Orson Welles durante le riprese di “Otello”, Alberto Sordi e Federico Fellini durante la lavorazione di quel capolavoro del nostro cinema : “I Vitelloni”. Inoltre vi passarono gli scrittori: Orio Vergani e Bonaventura Tecchi. Il presidente del consiglio Benito Mussolini e re Gustavo Adolfo di Svezia, con le principesse Margaretha e Cristina.

In tempi più recenti, in occasione dei centotre anni dalla fondazione, venne miscelato da esperti barman l’originale “Aperitivo 103″ fiore all’occhiello del locale, che è gradevole per chi ama gusti un po’ amari e leggermete alcolici..
Nel 1980 in quel periodo in mano alla famiglia Javarone il Gran Caffè Schenardi con decreto del ministero dei Beni Culturali venne dichiarato di particolare interesse storico, come si evince dalla narrazione della dottoressa Graziella Mattei, guida per Viterbo e Provincia. Il resto è storia dei nostri giorni.

La nuova apertura è prevista in febbraio, la data verrà comunicata in una conferenza stampa ufficiale entro fine mese. Intanto è in atto la selezione del personale. Per la prima volta è stata avviata una collaborazione tra parti interessate, proprietà (Notaio Orzi) Amministrazione locale (Comune Viterbo ), gestore: raffigurato dall’imprenditore Primo Panaccia, che già della conduzione aveva avuto un primo assaggio nel periodo 2004-2008. Stavolta non si può fallire, riaprire il Gran Caffè Schenardi significa rivitalizzare un centro storico dormiente, spingere una città come Viterbo all’integrazione al dialogo all’arte alla cultura al dibattito all’incontro. Si ritorna a respirare un’aria nuova. Primo Panaccia dice che è qui la chiave di lettura del suo ritorno.. Stiamo a vedere…

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