II cielo tra le sbarre: Pietro Benedetti una voce e una motivazione nuova

La libertà è terapeutica, una frase che continua a starci a cuore ed è la ragione per cui in tanti continuiamo a lavorare per buttare giù i vari muri. I bisogni radicali come restituire dignità, possibilità di innamorarsi, di sognare, tutto questo è terapeutico secondo l’idea del regista – attore Pietro Benedetti che con una cura che si chiama “cinema – terapia” un progetto cofinanziato dalla Regione Lazio, collaudato con circa sei anni di attività, che interessa sopratutto : anziani, giovani con problemi relazionali e detenuti, cerca di migliorare la vita di queste categorie sociali. Incontrare Pietro Benedetti non è stata cosa facile. Ci parla del suo ultimo lavoro “ Il cielo tra le sbarre”, un progetto di laboratorio cinema con i detenuti del Nuovo Istituto Penitenziario di Civitavecchia, nell’ambito del bando per il cinema della Regione Lazio girato all’interno delle stesse carceri. Parla scandendo le parole del grande dolore che un tale posto racchiude, ma anche della solidarietà che non manca tra i detenuti.Un’esperienza simile è riuscita a rimettere in moto la loro capacità di sognare, in un posto dove è impossibile. Un’esperienza umana prima di tutto, confida, che è riuscita a far recitare questi attori speciali, lasciando inalterato il loro modo di esprimersi, adattandolo di volta in volta alla trama del racconto. L’impegno con il quale questi attori speciali hanno seguito il percorso educativo, il contributo dato dalle strutture carcerarie affinché si sia potuto realizzare il progetto del cinema – terapia, nonché l’impegno che ognuno degli attori ha messo nella realizzazione del lavoro è stato veramente insuperabile. Il progetto di Pietro Benedetti mira a portare una boccata d’aria in contesti fragili.Il cielo tra le sbarre è un progetto dove sperimentare la pratica del riconoscimento, la costruzione delle identità e la comunicazione delle differenze.Il corto come lo chiamano nella definizione degli addetti ai lavori è prodotto dalla REAL DREAM di Tuscania con il contributo di Davide Boninsegna e gli attori Luisa Stagni Pini di Persio e Giovanni Cavallini direttore della Fotografia.

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