Hermann Hesse, “Camminare” il libro che svela la natura e rivela il mondo

Luciano Pasquini

C’è un modo differente per conoscere Hermann Hesse. Non solo quello dei libri che abbiamo letto, ma anche attraverso i suoi scritti più privati, quelli in cui racconta l’arte e l’amore per il viaggio. Il libro, Camminare uscito nel 2016 per Piano B edizioni, è tratto dalla sconfinata bibliografia dello scrittore e poeta nel periodo compreso tra il 1904 e il 1920.Una raccolta composta da poco più di cento pagine.“Camminare” scritto da Hermann Hesse nel 1904 entra nei archetipi che sono pure della contemporaneità: “Oggi, il cittadino che viaggia non sa perché lo fa. Viaggia perché d’estate in città fa troppo caldo. Viaggia perché cambiando aria e persone e ambienti spera di trovare un po di riposo dalle fatiche del lavoro…. Ma sopratutto viaggia perché tutti i suoi cugini e vicini lo fanno, perché poi potrà parlarne e vantarsi, perché è la moda e perché dopo, a casa, si sentirà di nuovo cosi piacevolmente a posto”. Di contro offre una visione ampia e innovativa sul significato di viaggiare: “ Viaggiare dovrebbe sempre significare esperire, sentire profondamente qualcosa, e si può esperire qualcosa di prezioso solo in luoghi e ambienti con cui s’intuisce un rapporto spirituale. Una bella escursione occasionale, un’allegra serata in un’osteria qualsiasi, una gita in battello su un lago qualunque, queste sono di per sé vere e proprie esperienze capaci di arricchire la nostra vita , se non infondono in noi stimoli forti e duraturi. Non manca poi di un severo sfogo verso il turismo di massa che gia allora annientava paesaggi e gli stili di vita. Per Hermann Hesse viaggiare vuol dire prendersi cura di se, soffermasi a riflettere, entrare in empatia con il luogo e le persone incrociate, marcare un posto, con un ricordo indelebile, come nello splendido giardino di Boboli a Firenze, dove fissa oltre la bellezza del posto, una fontana con i pesci rossi, in cui luce colore e forme movimento, nella sua mente rivelano una bellezza inaspettata, l’epifania che la magia del viaggio può regalarci. Hermann Hesse si atteasta come un viaggiatore vero sempre alla ricerca di profumi, suoni, luci, colori quelle piccole cose che poi assumeranno un importanza nei suoi ricordi e nei suoi scritti, nella vena malinconica che domina l’uomo. Nel suo libro-diario l’autore ci consegna un messaggio forte e chiaro “La poesia del viaggiare è nell’esperienza, nell’arricchimento interiore. Una lettura piacevole dove è il camminare che svela la natura e rivela il mondo.

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