Halloween e i luoghi misteriosi della Tuscia

Donatella Agostini

Halloween è alle porte: ritornano le zucche intagliate, i travestimenti horror e i bambini mascherati da mummie e vampiri, che suoneranno alle nostre porte chiedendo dolcetti. Riesplodono le polemiche tra chi contesta la celebrazione di una festività che non appartiene alla nostra cultura, e chi invece non si pone il problema e la considera soltanto un’altra bella occasione di divertimento. In realtà, celebrazioni analoghe si ritrovano anche nel nostro antico passato: anche i nostri progenitori Romani celebravano la festa dei Morti, i Parentalia, in occasione dei quali si credeva che le anime dei defunti si mescolassero liberamente tra i vivi. L’horror di Halloween è oggi soprattutto occasione giocosa di scherzi e festeggiamenti, e va visto come un tentativo di esorcizzare le nostre paure, oltre che un evento dalla forte valenza commerciale. È certo però che in tutte le epoche i temi dell’occulto e del soprannaturale hanno esercitato una forte attrattiva sull’immaginario collettivo. Un grande fascino rappresentato anche dai luoghi misteriosi, di cui l’Italia è sorprendentemente ricca: antichi castelli, palazzi, ma anche laghi e colline, in cui sembra si verifichino tuttora fenomeni inspiegabili e inquietanti. Le leggende, alimentate da voci popolari, oggi vengono spesso suffragate da controversi studi scientifici. Anche in terra di Tuscia esistono luoghi enigmatici e misteriosi, frequentati da visitatori a caccia di un’esperienza da brivido. Cogliamo l’occasione allora per andare alla riscoperta di alcuni tra i più noti siti misteriosi del nostro territorio. Se vi sentite abbastanza coraggiosi, partite insieme a noi alla volta del mistero!
Bagnaia e le sue streghe.
Tra le colline che circondano la frazione viterbese di Bagnaia, emerge Montecchio, considerato luogo enigmatico e misterioso fin dal lontano passato. Si pensa infatti che fosse il luogo dove vivevano le mitiche “Figlie della Luna”, donne selvagge e bellissime equiparate alle streghe. Secondo la leggenda, esse erano le discendenti di un’antica unione fra una donna terrestre e un essere proveniente dal cosmo. Ai piedi della collina di Montecchio, accanto ad un antico muraglione di epoca romana, vi è il rudere di una piccola abitazione, dove sembra si verifichino fenomeni inspiegabili. Seguendo il sentiero che conduce in cima alla collina, tra alberi fitti e massi di roccia tappezzati di muschio, si arriva al cosiddetto Trono della Regina, un ammasso ordinato di tre enormi blocchi di peperino scavati a formare dei sedili. È qui che, secondo la leggenda, in epoche lontane avvenne l’unione che originò la stirpe delle Figlie della Luna. I racconti degli anziani narrano ancora di magici serpenti che apparirebbero ancora nella boscaglia. Sicuramente, sulla piana in cima al colle di Montecchio, nelle mattine brumose aleggia ancora una strana atmosfera sacrale, e sembra di poter avvistare da un momento all’altro bellissime giovani intente alla preparazione di filtri d’amore e di rituali per la fertilità. Nei primi mesi del 2017 nel sito di Montecchio a Bagnaia è stato istituito ufficialmente il Bosco Esoterico Letterario, riconoscendo in questo modo il valore della tradizione popolare e la necessità della sua tutela.
L’isola Martana e la leggenda di Amalasunta.
La Martana è una delle due suggestive isole che impreziosiscono come gemme il lago di Bolsena. La sua storia è indissolubilmente legata a quella dell’antica regina Amalasunta, figlia di Teodorico e regina dei Goti nel VI secolo dopo Cristo. Intelligente, capace, colta e progressista, Amalasunta era una donna moderna rispetto ai suoi tempi, tanto da risultare una pedina scomoda per i giochi politici di allora. Rapita e rinchiusa sull’isola Martana, dopo un triste periodo di reclusione fu strangolata nel bagno da alcuni sicari. Da allora la sua morte cominciò ad alimentare leggende, secondo cui nelle notti di luna piena il suo fantasma dolente si aggira ancora tra le rocce e le suggestive insenature dell’isola. Alcuni anziani pescatori del luogo giurano che, durante le giornate ventose, sia possibile udire le urla strazianti della sfortunata regina.
Il Castello di Soriano nel Cimino e il fantasma di Marcello.
Il bellissimo borgo di Soriano nel Cimino è dominato dall’imponente mole di Castello Orsini, voluto da papa Niccolò III ed edificato su un precedente nucleo di origine duecentesca. Oggi visitabile nelle giornate di sabato e di domenica, alla metà del Cinquecento il Castello fu teatro di un tragico fatto di sangue. L’imponente edificio era la dimora del signore Giovanni Carafa, duca di Paliano, e di sua moglie donna Violante Diaz, una donna estremamente pia e devota al marito. La bella Violante aveva suo malgrado suscitato la passione nel cognato Carlo, ma non aveva mai voluto cedere alle sue avances. Per vendicarsi del rifiuto, il cognato insinuò nella mente del marito Giovanni il sospetto che Violante avesse una tresca con con il maestro di camera Marcello Capece. In realtà, fra i due intercorreva una fraterna amicizia. Marcello fu arrestato e rinchiuso nei sotterranei del castello, dove venne sottoposto ad orribili torture. Malgrado ciò, egli continuò a professare la sua innocenza e quella di donna Violante. La sua testimonianza fu vana: Marcello venne brutalmente ucciso da Giovanni Carafa e donna Violante venne fatta strangolare. Da allora, chi si è aggirato nei sotterranei dell’antico maniero ha testimoniato voci, passi e lamenti che apparterrebbero al fantasma dello sfortunato Marcello. Il fenomeno è stato anche approfondito da gruppi di studiosi che hanno effettuato registrazioni ed analisi sul luogo.
Anche se non si è degli appassionati del soprannaturale, questi sono luoghi che meritano la nostra visita. Camminando tra i boschi di Montecchio, visitando le imponenti mura del Castello Orsini o costeggiando le placide acque del lago di Bolsena, si può respirare la storia millenaria e la cultura del nostro territorio. E chissà, magari si può cambiare idea sul mondo dell’occulto!

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI