Grandissima festa: la Viterbese è tornata in serie C!

Astrea (4-3-3): Placidi, Cipriani, Briotti, Trinchi, Sannibale, Di Fiordo, Carlini, Mollo (dal 69° Di Iorio), Isla (dal 76° Giuntoli), Di Benedetto, Vecchiotti (dall’81° Guiducci). In panchina: Anelli, Cruciani, Guiducci, Dafano, Taliani, Russo, Ciolli, Di Iorio, Giuntoli. Allenatore: Simone Rughetti.
Viterbese (4-3-1-2): Pini, Pandolfi, Fè, Cuffa (dal 70° Vegnaduzzo), Dierna, Scardala, Mbaye, Nuvoli, Bernardo, Belcastro (dal 55° De Sena), Neglia (dall’81° Boldrini). In panchina: Mastropietro, Perocchi, Pacciardi, Pomante, Ansini, De Sena, Selvatico, Boldrini, Vegnaduzzo. Allenatore: Federico Nofri.
Arbitro: Filippo Bonassoli di Bergamo.
Reti: 14° Mbaye (rig), 19° Mollo, 24° Cuffa, 52° Di Benedetto, 88° Dierna.

La Viterbese corona il sogno di passare in serie C allo stadio “Casal del Marmo” di Roma, dove oggi ha liquidato per 2-3 l’Astrea, fanalino di coda del girone G e già retrocessa. Un obiettivo puntato con convinzione fin dall’inizio della stagione dal team gialloblù e raggiunto con un turno d’anticipo in trasferta davanti a un nutrito gruppo di tifosi, nel corso di un torneo brillante, grazie al mix di una difesa quasi sempre impeccabile, un centrocampo solido e un attacco efficace e puntuale.
La partita va secondo pronostico, ma la Viterbese fatica nonostante sia scesa in campo concentrata e subito pronta a spingere in avanti per archiviare alla svelta la pratica con l’Astrea, che non ha più nulla da chiedere a questo campionato ma cerca comunque di fare una buona prestazione contro la capolista del girone. Al 3° minuto si registra la prima occasione per gli ospiti, che dalla bandierina del calcio d’angolo trovano un passaggio in area per Pandolfi, che però manda la palla sul fondo. Al 14° minuto è ancora la Viterbese a portarsi in attacco con Belcastro, che entra in area e viene fermato irregolarmente da Trinchi. L’arbitro non ha alcun dubbio e assegna per i gialloblù un calcio di rigore, battuto da Mbaye che mira all’incrocio dei pali e segna il gol del vantaggio per 0-1. Gli ospiti sembrano galvanizzati dalla rete e nel giro di pochi minuti colpiscono una traversa e un palo, ma l’Astrea non resta a guardare e prova a impostare la manovra offensiva, servendo Vecchiotti che tira e costringe Pini alla deviazione in corner. Dal calcio d’angolo la sfera spiove in area, dove Mollo di testa infila in rete per l’1 a 1. La reazione gialloblù è immediata e parte dalle gambe di Neglia, che divora il campo e serve Nuvoli ma il giocatore trova la respinta di Placidi e poi Cuffa da un metro corregge in rete, siglando l’1 a 2 al 24° minuto. I padroni di casa cercano di nuovo il pareggio, ma Scardala e soci controllano con attenzione i movimenti degli avversari. Il primo tempo si chiude senza altre emozioni, ma la gara resta aperta, perché l’Astrea non sembra affatto darsi per vinta e la Viterbese non riesce a trovare il guizzo giusto per chiudere definitivamente il match. Alla ripresa, la formazione romana prova a spingere il piede sull’acceleratore mentre gli ospiti danno l’impressione di essere un po’ spenti. Un atteggiamento immediatamente punito dall’Astrea, che al 52° riporta il punteggio sul 2 a 2 con Di Benedetto, abile a beffare Pini con un tiro centrale da dentro l’area. I padroni di casa prendono fiducia e cercano con insistenza il terzo gol e al 61° minuto Carlini calcia potente e sfiora la traversa. La Viterbese prova ad alzare il ritmo di gioco e al 73° minuto un colpo di testa di Scardala trova la risposta di Placidi, che poi viene beffato da Mbaye, ma il gol viene annullato per fuorigioco. All’88° minuto , dalle retrovie Scardala crossa per Dierna, che di testa inquadra lo specchio della porta, segna il 2 a 3 e chiude l’incontro. Una vittoria sofferta più del dovuto per il team allenato da Federico Nofri, che con un bottino di 73 punti vince il campionato e dopo 8 lunghi anni torna nel calcio professionistico della serie C. Sugli spalti nella tribuna dei tifosi gialloblù è boato: il sogno è divenuto realtà!

Servizio fotografico da Casal del Marmo di Antonio Frosolini

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