Giuseppe Iacomini, dal calcio alla solidarietà: Il mio un gesto speciale per Amatrice

Giuseppe Iacomini, 35 anni, originario di Blera e residente a Cura di Vetralla. Agente di Polizia Penitenziaria, gioca a calcio praticamente da sempre. Dopo tanti anni passati a giocare nell’Astrea, la squadra della Polizia Penitenziaria, da qualche anno è tornato nella Tuscia e attualmente è il portiere del Ronciglione United.

Dopo lo spaventoso terremoto del 24 agosto scorso, che ha distrutto Amatrice e moltissimi altri paesi dell’Italia Centrale, è stato l’ideatore di un’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni colpite. “È stata una semplice idea che mi è venuta subito dopo aver visto quelle terribili immagini alla televisione, e dopo aver sentito l’intervista del sindaco Pirozzi nelle ore che hanno preceduto il terremoto. Ho cercato di capire quale poteva essere un modo concreto per fare qualcosa che potesse andare oltre il semplice messaggio con il telefonino. Eravamo alla vigilia dell’inizio dei maggiori campionati dilettanti e con un post su Facebook ho lanciato la mia idea: durante la prima di campionato, al posto dei gagliardetti potevamo scambiarci un bonifico che veniva fatto con la colletta che ogni capitano raccoglieva nello spogliatoio. Il mondo dilettante ha risposto presente, dimostrando di essere una grande famiglia. Senza la loro grande partecipazione non sarebbe stato possibile”.

Al progetto hanno aderito quasi 80 squadre, dalla Viterbese e Lupa Roma di Lega Pro fino al settore giovanile del T.C. Fogliano di Vetralla. Ma l’aiuto maggiore in termine di numeri è arrivato dalle squadre di eccellenza, promozione, prima e seconda categoria. “È stata un’operazione non difficilissima perché c’è stata subito la volontà di tutti di essere presenti e di dare un aiuto concreto. Gli interventi li abbiamo lasciati fare come meglio credeva al mister Pirozzi. Tutti i bonifici sono stati convogliati nel comune di Amatrice in quanto volevamo che direttamente lui potesse gestire il nostro ricavato”.

Un gesto speciale quello di Giuseppe, in aiuto a colui che considera un grande allenatore e un grande uomo: Sergio Pirozzi. “Sergio Pirozzi se per tanti è il sindaco di Amatrice, per tutti quelli come me che giocano a calco è uno dei mister più vincenti del panorama dilettantistico laziale. Non ho mai avuto la fortuna di giocare in una delle sue squadre ma abbiamo giocato molte volte contro e l’ho sempre stimato, sia come allenatore che come uomo”.

Per il quale ha anche ottenuto un importante riconoscimento da parte del Coni. “È stata una grande emozione. Sono quei riconoscimenti che ti riempiono di orgoglio e ti fanno rendere realmente conto che quel qualcosa che per te è stata del tutto naturale in realtà è un qualcosa di speciale. Il riconoscimento, ci tengo a precisare, non è soltanto mio ma va condiviso con tutte le squadre che hanno creduto da subito in me e al progetto che ho proposto. Abbiamo dimostrato di essere una grande famiglia, che dai dilettanti che siamo abbiamo lavorato come dei veri professionisti”.

Le difficoltà iniziano adesso. Perché del terremoto se ne parla meno ed è sempre più complicato far aderire tutte le squadre che ancora non hanno partecipato al progetto. E Giuseppe rilancia il suo appello. “Basterebbe che tutte le squadre che non hanno ancora aderito potessero organizzarsi e partecipare, perché per questi tipi di drammi non esiste scadenza. La nostra iniziativa è talmente tanto semplice e fattibile che potrebbe essere riproposta a tutti gli sport e trasferita anche nelle altre ragioni. Basta poco, basta solo credere in quello che si propone”.
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