Giuseppe Aquilanti: Chalet Garbini, l’oasi di relax all’ombra delle mura di Viterbo

Diego Galli

Per il nostro nuovo appuntamento dedicato ai locali cittadini, ci siamo recati presso lo Chalet Garbini 1908, storico bar situato appena fuori Porta Fiorentina. Un luogo ben conosciuto, che si affaccia davanti all’ingresso di Prato Giardino, polmone verde di Viterbo. Ad accoglierci, tra i tavoli della bella veranda in stile rustico, vi è Giuseppe Aquilanti, uno dei nuovi gestori del locale.

Presentandosi, il giovane imprenditore ventinovenne, ci spiega subito da dove è nata l’idea di mettere a nuovo lo Chalet: “La mia storia in questo settore comincia anni fa, in un noto bar di via San Lorenzo. Fu proprio lì che acquisii le conoscenze di base che mi permisero poi di trovare lavoro come barman presso altri locali e anche nelle discoteche, e che, tre anni fa, mi spronarono a cogliere l’occasione di prendere la gestione del bar con alcuni soci. Devo molto anche a Francesco Cocco, che mi ha insegnato molto della vita del barman”. Continuando nel suo racconto del passato, Giuseppe riesce a trasmetterci non poche emozioni, evocando in noi il ricordo di una zona di Viterbo abbastanza nota per non essere tra le più ben frequentate. Oggi, però, l’area sembra letteralmente trasformata, e questo grazie anche alle cure del gruppo dei giovani imprenditori: “Ovviamente ci siamo lanciati in questa avventura per ottenerne dei guadagni, ma il nostro intento era anche quello di dare una ripulita a questa zona, uno dei posti di ingresso del Centro storico e, per questo, uno dei posti più in vista. Eravamo tutti innamorati di questo luogo per via dei ricordi dell’infanzia, di quando i nostri genitori e i nostri nonni ci portavano a Prato Giardino per una passeggiata. Non potevamo lasciarlo nello stato in cui era ormai da qualche anno”.

Le motivazioni esposte da Giuseppe ci permettono di chiedere come mai questa zona sia da sempre stata un luogo difficile da gestire. Se ora, infatti, lo Chalet Garbini è sicuramente un posto nuovo, pulito e curato nei dettagli, l’adiacente parco viterbese resta un luogo che una buona fetta della popolazione continua a ritenere troppo poco sicuro: “Noi abbiamo fatto la nostra parte, rinnovando il locale e allontanando quella clientela che non faceva altro che arrecare disturbo agli altri frequentatori. Ora ci piace vedere questo luogo come ‘una piccola isola felice’. La situazione migliorerebbe ulteriormente se fosse introdotta più vigilanza all’interno di Prato Giardino, cosa che permetterebbe alla famiglie di essere più tranquille e contribuirebbe a rivalorizzare questa magnifica perla verde”.

Nel frattempo, lo Chalet continua a fare la sua parte attivamente e la clientela sembra apprezzare la rilassata atmosfera offerta, data soprattutto dal design, che richiama quello di una accogliente baita, e dall’affabilità del team dietro il bancone. “Oltre alla classica clientela, da noi viene anche chi deve fare un incontro di lavoro, o magari chi deve studiare per prepararsi a un esame. Abbiamo ristrutturato appositamente questo posto per renderlo accessibile a tutti e all’altezza di tutti, senza strafare o eccedere”. Semplicità e genuinità sono infatti le parole d’ordine di Giuseppe e del resto della squadra, che punta a offrire un servizio mai invadente e dei prodotti selezionati accuratamente, alcuni di questi fatti anche in casa. Tra le mensole dell’angolo bar trovano posto, infatti, un’ampia selezione di distillati e un’offerta di amari di prima qualità, composta da una ventina di bottiglie, tra le quali alcune di produzione artigianale. Questo “status quo”, come continua a spiegarci il giovane Aquilanti, non è stato però un traguardo semplice da raggiungere: “Questa è la nostra vera prima esperienza di gestione di un locale di ristorazione. Non sono mancati degli errori, ma ci siamo continuati ad impegnare senza mai abbatterci. È stata una vera crescita personale che abbiamo effettuato tutti insieme, che ci ha permesso di migliorare un poco alla volta e raggiungere molte soddisfazioni. Non ci stiamo però adagiando sugli allori, continueremo a lavorare e migliorare”. Parlando ancora di impegno e serietà, Giuseppe ci spiega che a ognuno dei dipendenti del locale viene ciclicamente offerta la possibilità di frequentare dei corsi di aggiornamento, delle Master Class tenute da esperti della ristorazione, pagati dal bar.

Guardando al futuro, l’intenzione del team è quella di non stravolgere troppo le cose, cercando di mantenere l’atmosfera che poco a poco è andata a perfezionarsi. Sicuramente, ci confida l’imprenditore, torneranno degli appuntamenti “tematici”, come “Imbenzinati”, evento tenutosi lo scorso anno che coinvolse bykers, amanti della birra e delle moto, e che riscosse un notevole successo anche tra curiosi e passanti, attirati dai rombi delle moto e dalla buona birra. Ci saranno anche nuovi appuntamenti di live music, dedicati alla promozione delle band di Viterbo e dintorni. “Ogni decisione viene presa da tutti noi soci, assieme  – tiene ad aggiungere Giuseppe – Ci riuniamo ogni volta che pensiamo di dover dare qualcosa in più al nostro bar e alla clientela”.

Grazie all’esperienza accumulata, Giuseppe riesce ora a gestire il locale e i vari dipendenti, spronandoli a un miglioramento continuo, offrendo alla clientela non solo colazioni e cocktail, ma anche un servizio di aperitivo e di pranzo con piatti espresso. Lo scopo, come poi sottolinea, non è quello di fare una concorrenza spietata agli altri locali: “Puntiamo a una cooperazione tra i vari locali di Viterbo, spronando a fare sempre di più. Questo perché maggiore è il nostro impegno come ristoratori e maggiore sarà l’affluenza di persone in tutta la città”.

Concludendo la nostra intervista, Giuseppe ci saluta dicendoci che lo Chalet Garbini vuole far sentire tutti come a casa propria, offrendo un locale curato nei dettagli, votato alla semplicità e alla gentilezza. Uno spazio che rifiuta di piegarsi all’introduzione del gioco d’azzardo delle slot, sempre più diffuse, all’ombra della magnifica Rocca Albornoz e a due passi da Prato Giardino.

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