“Giulia Farnese, femina mater et domina”, il libro di Giuseppe Moscatelli a Canino

A Canino, in occasione delle celebrazioni della “Sagra dell’olivo” 2016, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale in Piazza Valentini, venerdì 9 dicembre alle ore 16.00 si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Giuseppe Moscatelli, appena pubblicato da Annulli Editori, e dedicato a: “Giulia Farnese, femina mater et domina”. All’evento, organizzato dalla Pro Loco e dall’associazione Canino Info Onlus, interverranno il presidente dell’associazione Giacomo Mazzuoli, lo storico locale Gianfranco Landi, l’autore e l’editore che, prendendo spunto dalle vicende narrate nel libro, approfondiranno questa straordinaria figura femminile, i suoi tempi e, più in generale, la storia dei Farnese, gli unici, veri, grandi “Signori della Tuscia”.
Giuseppe Moscatelli sui Farnese ha già scritto un volume dedicato a papa Paolo III e, sempre per Annulli Editori, il libro “Itinerari farnesiani in Tuscia” insieme a Giacomo Mazzuoli. Con questo nuovo libro tuttavia ha voluto sperimentare qualcosa di diverso.
Non si tratta in effetti propriamente di un saggio (seppur tutti gli episodi narrati sono storicamente documentati) bensì di un testo di impronta narrativa che “racconta”, prima ancora di spiegare, la vicenda pressoché unica di questa donna straordinaria.
Dalla prima giovinezza trascorsa in Vaticano nel talamo del corrottissimo (ma innamorato) papa Borgia; al matrimonio sfortunato con il ricco e deforme marito Orsini Orsino da cui nacque la sua unica e amatissima figlia Laura; agli anni della maturità, vissuti a fianco di un intellettualmente modesto ma assai prestante nuovo marito quale “domina” ovvero “Signora” di Carbognano; fino alla prematura morte, allorché il fratello Alessandro, cardinale rampante della curia vaticana fece probabilmente scomparire i suoi ritratti e finanche la sua memoria, per non compromettere i suoi ambiziosi progetti di carriera ecclesiastica.
Il volume, che si avvale della prefazione della studiosa Francesca Giurleo, è un testo che getta nuova luce su un personaggio che la storia ha spregiato ben oltre i suoi demeriti e che l’Autore, in qualche modo, riabilita allorché, pur riconoscendo la sua natura di cortigiana, la qualifica come “pia”, vale a dire devota ai destini della sua famiglia, i Farnese, alla cui ascesa sociale ha sacrificato la sua anima e corpo

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