Girovagando/Notte d’estate a Castel Sant’Angelo

E’ il racconto di una calda sera d’estate di una visita decisa all’ultimo momento allo straordinario monumento ricco di suggestioni inaspettate,Castel Sant’Angelo a Roma.
Fu nel Medioevo che il ponte divenne accesso al Castello e via di comunicazione per superare il Tevere. Ed è da li che inizia la visita in notturna a Castel Sant’angelo.
Un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. E’un complesso difficile da esporre perché al suo interno si possono contare ben circa sette stratificazione storiche, continue modifiche e abusi edilizi. Si perché anche allora erano una specialità della futura Italia. E’ uno dei cinque edifici più visitati dal turismo internazionale. La vista che si può godere di Roma dalla sommità del terrazzo è impareggiabile, sotto la statua di San Michele con la spada levata, simbolo riferito ad un episodio che vide protagonista il Papa S.Gregorio Magno che attraversando il ponte vide l’Arcangelo Michele sullodato del Castello, nell’atto di rinfoderare la spada per segnare la fine dell’epidemia.
E’ proprio da li che si gode un panorama che abbraccia l’intera città eterna . Ai piedi del castello, un sonnolento Tevere, tutto intento a riflettere le luci.Senza dubbio percorrere gli ottocento metri del famoso “passetto” quasi alle porte del colonnato della città del Vaticano, oltre ad offrire una prospettiva insolita sulle vie di Roma, con la vista delle abitazioni che lo costeggiano, i numerosi terrazzi che in questo fine agosto brulicano di vita, nella vana speranza di sfuggire alla canicola, ti riporta indietro nel tempo ad una Roma assediata e messa a ferro e fuoco dalle truppe dei Lanzichenecchi. T’immagini le corse, il terrore di essere presi, gli oggetti che cadono dalle mani, nella frenetica corsa, per raggiungere il castello e mettersi in slavo.
Ed ecco reimmergermi nel presente,la fotografia che si presenta ai miei occhi è quella di una Roma pigra, che si sta lentamente svuotando, gli ultimi avventori che escono da un ristorante, dei ragazzi con gli occhi a mandorla seduti su una panchina, in serena allegria sorseggiano qualcosa dentro dei bicchierini. Chissà se fisseranno il ricordo di una serata afosa e appiccicosa, con sfondo una città immortale che non finirà mai di stupire.

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