Girovagando per la Tuscia: Il museo diffuso una splendida scoperta

L’acronimo (Si.mu.la.Bo) sta per Sistema Museale del lago di Bolsena. Istituito nel dicembre del 2000, comprende i Comuni di Acquapendente, Bagnoregio, Bolsena, Farnese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Montefiascone Valentano, Cellere, Lubriano, Castiglione in Teverina e Capodimonte. Il sistema museale è un “museo diffuso”, che permette al visitatore di conoscere un territorio ancora intatto sia dal punto di vista ambientale, e dove la storia ha lasciato numerose tracce fin dal paleolitico. Il messaggio che i piccoli musei collegati in rete intendono lasciare al visitatore sono principalmente: nozioni di archeologia, geologia, antropologico e ambientale, con un particolare richiamo alle tradizioni popolari. L’insieme si avvale di percorsi tematici sul territorio ad integrazione dell’offerta divulgativa. Girovagando per la Tuscia a caccia di rivelazioni, ho visitato il museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese situato nell’omonima rocca di Valentano. Una vera chicca che vale la pena conoscere magari in questi giorni d’agosto di stacco dal quotidiano. In cima alla torre ottagonale, si può ammirare uno scorcio unico del lago di Bolsena che dalla cima appare come un enorme catino, la pianura alle spalle, rivela la sua posizione strategica e punto di osservazione privilegiato, voluto dai Farnese a rafforzamento del sistema difensivo. Nelle numerose sale della rocca si possono ammirare reperti di notevole interesse ben catalogati e organizzati per una facile godimento. Il museo si articola in due sezioni: quella preistorica e quella medioevale rinascimentale e moderna. Nella prima, sono esposti reperti che vanno dal paleolitico all’età del ferro, provenienti dai siti più rappresentativi del territorio della Tuscia. Nella seconda sezione, oltre alle testimonianze dei padroni di casa, i Farnese, si può ammirare una sala dedicata alla presenza Longobarda nella Tuscia, credo sia l’unica in zona. La permanenza Longobarda nella Tuscia è stata relativamente breve, ma ha lasciato reperti che vale la pena di valorizzare e condividere in rete con le altre città dove la i longobardi si son insediati nel corso dei secoli. Il mio suggerimento è di abbinare la visita di uno di questi musei in rete, a una delle tante sagre di prodotti tipici che animano la Tuscia in questa estate che sempre più si accorcia. Approfittiamone, sono l’orgoglio del nostro territorio e ci educano a degustare la cucina tradizionale della Tuscia e la sua storia, attraverso quei saperi ben custoditi.
Contatti: www.simulabo.it

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