Giovani in Circolo, l’esperienza dei laboratori di Arci Viterbo

Nicoletta Di Luigi

Un bilancio, racconti e riflessioni sull’esperienza del progetto Giovani in Circolo al centro della conferenza di chiusura a Palazzo dei Priori tenuta da Marco Trulli, presidente Arci Viterbo e dall’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi.

Il progetto Giovani in Circolo è nato con la promozione di Arci Viterbo e con il finanziamento della Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico “Comunità giovanili” e si è svolto nel periodo compreso tra Ottobre 2016 e Novembre 2017. Un’ampia programmazione di attività laboratoriali, formative e ricreative alle quali hanno preso parte 250 giovani tra i 14 e 35 anni, sperimentando opportunità di crescita e saperi attraverso una serie di discipline che hanno visto al centro la promozione della solidarietà e della cultura. Le esperienze di partecipazione attiva create con il progetto sono state infatti legate all’arte, alla cultura e all’aggregazione; sono stati offerti ai giovani del territorio un ciclo di incontri formativi sul no profit e sulla gestione di un’associazione proprio per stimolare e informare sugli strumenti necessari dell’associazionismo. Workshop di mappatura, incontri teatrali, laboratori di illustrazione e tecniche di stampa, progetti di residenza artistica hanno coinvolto i partecipanti a riflettere sull’utilizzo dell’arte per rileggere e reinterpretare il tessuto urbano e sociale: “Mediterranean Landascapes” e “Come un mare fuor d’acqua”, dove l’artista Anna Raimondo ha realizzato un ciclo di incontri con i giovani del territorio sui temi della radio art e alcuni appuntamenti con scrittori locali partendo dalla ricerca del mare laddove non c’è, analizzando le suggestioni relative alla presenza del mare a Viterbo nella cinematografia e nella letteratura, insieme ad una serie di incontri con le persone detenute presso la Casa Circondariale di Viterbo al termine dei quali ha composto un palinsesto sonoro di voci, melodie e suggestioni del mare. I giovani in circolo hanno avuto quindi l’opportunità di approfondire l’immaginario mediterraneo e il dialogo interculturale, di ridisegnare e rileggere un territorio diventando anche attori protagonisti in spettacoli teatrali come quello di “Paura e Delirio” focalizzato sul quartiere San Faustino, zona multietnica di Viterbo, un laboratorio che ha portato i giovani a un contatto diretto con i residenti, storici e non, per ascoltare e costruire una narrazione collettiva del luogo.

“ Credo che da questa esperienza si possa partire per una rilettura del quartiere San Faustino; la percezione della sua realtà merita di essere approfondita sulla base delle persone che lo vivono oltre l’atteggiamento di paura e pregiudizio” ha aggiunto Delli Iaconi nell’augurio di buon lavoro e continuazione per la ripresa del progetto con la collaborazione dell’amministrazione comunale.

 

 

 

 

 

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