Giorgio Capitani: a Viterbo c’è qualcosa che non esiste altrove

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L’episodio si apre con una macchina dei Carabinieri che sfreccia a sirene spiegate. All’interno il maresciallo, con un’aria preoccupata. Si sta recando presso un cantiere edile dove il barista Giuseppe Alfò minaccia il suicidio. Il Maresciallo Rocca sembra riuscire a dissuaderlo, ma la sera stessa Alfò viene ritrovato morto soffocato all’interno della sua auto. Il sostituto procuratore Mannino non ha dubbi: è suicidio; ma per l’arguto esponente dell’Arma ci sono alcune cose non chiare. Durante le indagini rincontra una sua vecchia fiamma, la moglie di Alfò, e una nuova fiamma, Margherita, che ha rilevato la farmacia vicino alla stazione dei Carabinieri. Da quell’episodio conosciamo il Maresciallo vedovo,  i suoi tre figli, l’indispensabile brigadiere Cacciapuoti e i carabinieri della stazione. E’ il 16 gennaio 1996 su Rai2 parte la prima stagione deIl maresciallo Rocca”, composta da 8 episodi, la prima serie, un successo strepitoso e forse inaspettato, che la dispose poi  su Rai 1, sino al 2008 anno conclusivo. Il maresciallo aiutante Giovanni Rocca, il  protagonista  raffigurato da Gigi Proietti. Stefania Sandrelli  la farmacista Margherita Rizzo, seconda moglie di Rocca (dalla prima alla terza stagione) hanno segnato il successo senz’altro irripetibile di una fiction interamente ambientata a Viterbo in diversi angoli della città.

La farmacia della dottoressa Margherita Rizzo situata nel cuore del quartiere medioevale San Pellegrino, la caserma dei Carabinieri con accesso nella piazza S.Lorenzo. Un regista Giorgio Capitani per il quale  Viterbo e suoi abitanti è stato amore a prima vista. Dodici lunghi anni che lo hanno convinto nel mezzo a fissare una pietra miliare indipendentemente dalla fiction. E così è stato che nell’anno 2004, afferrando al volo l’opportunità  acquista l’ appartamento con la terrazza più bella di Viterbo, in Via Santa Rosa, proprio all’inizio della salita, abitazione appartenuta a una figura indimenticabile della città, la professoressa di Lettere Maria Antonietta Giannini, per tutti Mietta.

Giorgio Capitani 87 anni, regista e sceneggiatore italiano, autore di commedie come L’arcangelo (1969), Pane, burro e marmellata (1977), Vai avanti tu che mi vien da ridere (1982), Missione eroica – I pompieri 2 (1987) e numerose serie di successo per la televisione quando gli è stato chiesto come mai Viterbo, ha risposto: “Perché ho scelto proprio Viterbo per girare varie fiction per la Tv ? (MARESCIALLO ROCCA – UN PRETE TRA NOI – PAPA GIOVANNI – RITA DA CASCIA). Prima di tutto perché la città è bellissima, a un’ora di automobile di distanza da Roma, poi perché in ogni suo quartiere e in tutto il circondario c’è qualcosa di diverso, qualcosa che non esiste altrove e che permette ogni genere di ambientazione”.  Tanto è che vi ha trovato casa. Capita ogni tanto, per rilassarsi, ma non manca mai la sera del tre settembre, la sua terrazza si gremisce  di personaggi dello spettacolo che invita per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Dalla sua collocazione uno spettacolo unico, un regalo speciale  che riserva agli amici, ai colleghi. Capita d’ incontrarlo in pizza Verdi che si reca all’edicola a prendere i giornali, come un cittadino qualsiasi. Il suo amore per la città è  autentico è vero.  L’amministrazione Comunale di Viterbo nel 2004  con l’allora Sindaco Gabbianelli gli ha  consegnato la Cittadinanza Onoraria della Città di Viterbo. Pure in quell’occasione la sua frase è stata: “Grazie Viterbo, anch’io ti voglio bene!”. Quest’anno il 3 settembre con la nuova Macchina di Santa Rosa la sua terrazza si animerà ancor di più.

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