Giancarlo D’Alessandro, professione ufologo alla ricerca di forme di vita extra-terrestre

Donatella Agostini

«Nell’estate del 1947 un pilota civile statunitense, Kenneth Arnold, avvistò nei pressi del Monte Rainier, nello stato di Washington, una bizzarra formazione di misteriosi oggetti volanti. La notizia si diffuse in breve tempo e rimbalzò sui giornali di tutto il mondo. Fu allora che venne coniato il termine flying saucers, piatti volanti, che in Italia divenne Dischi Volanti. Era nata l’ufologia moderna». A parlare è Giancarlo D’Alessandro, studioso che coltiva fin da bambino la passione per il fenomeno UFO. Ex medico militare dell’Aeronautica, di origini calabresi, D’Alessandro è quanto di più lontano dalla classica figura di ufologo invasato e acritico: il suo approccio è al contrario estremamente rigoroso e razionale. Lo incontriamo a Bagnoregio, dove attualmente risiede, nei locali del museo che egli stesso ha realizzato, il primo in Italia interamente dedicato agli UFO e al loro impatto sociologico nella cultura popolare. UFO è l’acronimo dell’espressione inglese Unidentified Flying Object, che sta a indicare fenomeni aerei di cui è difficile o impossibile determinare l’origine. Con il tempo il termine è diventato impropriamente sinonimo di astronavi extraterrestri, e ha dato origine ad un vero e proprio mito moderno. Mentre ci illustra gli oggetti esposti nelle vetrine del suo affascinante museo, D’Alessandro ci racconta le origini di un fenomeno molto più antico di quello che possiamo immaginare. «Vi sono degli studi che si occupano di presunti contatti con oggetti non identificati già nell’antichità. Contatti documentati da testi di autori classici e da opere artistiche come sculture e dipinti. Ad esempio, nella celebre Madonna di Foligno di Raffaello, compare un globo luminoso vicino al tetto di un edificio. L’errore che si commette in questi casi è decontestualizzare l’opera d’arte, ossia estrapolarla dal suo ambiente storico e sociale e guardarla con i nostri occhi. Dimenticando che quel dipinto è un ex-voto, commissionato per ringraziare la Vergine di aver protetto un’abitazione da un fulmine globulare o, più prosaicamente, la scheggia infuocata di una bombarda», ci spiega. «Il nucleo del discorso non è interrogarsi sulla natura di alcuni fenomeni, che rimane ad oggi non identificata, ma sul modo in cui, nella storia, questi fenomeni sono stati interpretati». D’Alessandro riferisce di un altro episodio, che ha contribuito a creare le basi per l’esplosione del fenomeno UFO in tempi recenti. «L’astronomo italiano Schiaparelli, sul finire dell’Ottocento, avvistò sulla superficie del pianeta Marte una fitta rete di strutture lineari che chiamò canali. Schiaparelli li riteneva un fenomeno naturale, ma un’errata traduzione in inglese delle sue parole assegnò alla parola canali il corrispettivo “canal”, che significa canale artificiale. Nacque così l’idea, condivisa dai più importanti uomini di scienza, che su Marte potesse esserci una civiltà aliena». Le condizioni sociali e storiche erano adatte all’affermarsi di queste tematiche anche nella letteratura: uno dei più celebri romanzi di fantascienza risale al tardo Ottocento: è “La guerra dei mondi” di H.G. Wells, in cui feroci marziani colonizzano la Terra e si cibano del sangue degli umani. Il romanzo era una critica al feroce colonialismo europeo nei vari continenti, ma contribuì alla diffusione, nell’immaginario collettivo, dell’idea di extraterrestri malvagi e invasori. È nel XX secolo che, grazie all’attenzione dei mass media, il fenomeno UFO si diffonde capillarmente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. «Non ne esiste spiegazione né una giusta collocazione scientifica; ma esiste senza dubbio il fenomeno rappresentato dalle migliaia di persone, di ogni ceto sociale e condizione professionale, che in ogni parte del mondo sostengono in buona fede di averli avvistati e di aver avuto con loro un contatto. Alcuni affermano che essi vengano in pace e portino messaggi di fratellanza. Per altri invece essi hanno intenzioni ostili e progettano un invasione. Ma guardatevi attorno: l’invasione è già avvenuta». D’Alessandro ci mostra locandine pubblicitarie, francobolli, giocattoli, oggetti casalinghi e di uso comune, statuette, prodotti alimentari, per non parlare di fumetti, romanzi, film, tutti a tema rigorosamente extraterrestre, da lui meticolosamente raccolti in quarant’anni di studi. «Gli UFO ci accompagnano già da tempo in ogni aspetto del nostro vivere quotidiano. E sembra che ultimamente la nostra percezione del fenomeno si sia evoluta al passo con la tecnologia: non si avvistano più dischi volanti, ma luci misteriose. Si può pensare quindi che il fenomeno UFO non sia qualcosa di esterno, ma il prodotto del nostro stesso ambiente socioculturale». Per quanto riguarda la nostra provincia, l’elenco tenuto presso il Centro Italiano Studi Ufologici conta circa 400 casi di avvistamento, il 95% dei quali sono poi attribuibili a cause note. «L’ultimo caso è avvenuto sui Monti Cimini, nei dintorni di Canepina. Quello che è certo, è che anche nel nostro territorio c’è una forte attenzione per il fenomeno UFO». Perché questa tematica suscita ancora grande interesse nell’umanità, e soprattutto com’è nata in lui la passione per questa disciplina così affascinante e multisfaccettata? «La tematica ufologica riscuote ancora un grande seguito perché sappiamo che la Terra, tra miliardi di anni, inevitabilmente si estinguerà. Ecco il motivo dell’interesse a scoprire nuovi mondi abitabili: per garantire la continuazione della specie umana. E per quanto mi riguarda, la passione per gli UFO è nata nel modo più intuibile: perché anch’io ho assistito da bambino ad un fenomeno inspiegabile. Un enorme globo di luce apparve davanti a me e alla mia famiglia riunita. Ognuno di noi ne dette una possibile spiegazione. Io ho preferito rimanere neutrale e approfondire le mie conoscenze. Da allora ho raccolto tantissime testimonianze e materiale videofotografico, ritagli di stampa, testi specializzati. Ma ad oggi, dopo tutto questo percorso, ho più domande che risposte». Avremmo ancora anche noi tante curiosità da soddisfare, tanto da voler tornare a Bagnoregio, in via Vittori 22, dove si trova il Museo sugli UFO di Giancarlo D’Alessandro. Che congedandoci, ci chiede sorridendo di non chiamarlo ufologo: «L’ufologia è una scienza in cui manca l’oggetto. Preferisco definirmi ufofilo: qualcuno che ama appassionatamente questa materia e le ha dedicato quarant’anni di studio. E che ancora continua a farlo».
http://www.ufotuscia.it/ufo-museo-bagnoregio.php

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