Francesco Ioppolo: dal vinile riciclato la musica del successo

Forse nel cuore, più che nelle orecchie, di Francesco Ioppolo echeggiava una coinvolgente Vie en rose di Edith Piaf allorché, otto anni fa girovagava in qualche boulevard de La Ville Lumiere. Parigi. Una canzone fatale in una città fatale. Un disco, migliaia di dischi, che poi sarebbero diventati per il giovanissimo Francesco (appena 22 anni) anche e soprattutto un business e un motivo d’orgoglio da mandare per il mondo sulla traccia di tanti 33 giri.

Perché il vinile, il sogno in musica, la sostanza di cui è fatto il vecchio long playing è diventato materia prima di questo giovane artista viterbese, figlio di Roberto pittore e scultore di fama. Questione di Dna? «Chissà?», si schermisce Francesco. «La realtà è che a Parigi avevo difficoltà a portare in aereo alcuni stickers e ho pensato di farmeli in casa, una volta tornato in Italia. Anche perché qui da noi nessuno li faceva. Era il 3 settembre del 2007, vigilia di Santa Rosa». Quando si dice che anche le date hanno una loro fatalità.

Per la verità i primi stikers erano semplicemente degli adesivi intagliati in vinile per abbellire e personalizzare pareti e oggetti. E i dischi allora? «Tutto è nato per caso…non avevo il plexiglass e ho pensato di intagliare il primo long playing. Ora, insieme ai miei collaboratori, ne lavoriamo 35.000 all’anno. Quarantamila sono sempre in magazzino».

Dischi di tutto il mondo e di tutte le etichette per realizzare oggetti unici: dagli orologi ai lumi alle creazioni estetiche per pareti. «Che, ovviamente, garantiamo a vita». Così puoi scoprire un Frank Sinatra sotto un modello Spain, o un Elvis Presley sotto un Summer, un brano dei Beatles sotto un Romeo e Giulietta. Nomi presi dalle città, dallo sport, dalle epoche storiche. Chi amasse particolarmente Viterbo potrebbe puntare sul 33 modello Medioval. «I muri diventano spazi da arredare e da vivere». Un successo in musica. E poi si dice che i giovani non hanno talento e buona volontà….

Prezzi accessibili per tutte le tasche: da 29 a 50 euro. Francesco Ioppolo lavora in uno studio di via Grispigni nel capoluogo, distribuisce i prodotti direttamente tramite il sito Vinyluse, ma può contare su 300 punti vendita in tutta la penisola. Dal vinile riciclato arriva musica dolce anche dai mercati del Medio Oriente e americani. Nel senso che il business funziona. «Più 30% di incremento all’anno a partire dal 2007». Roba da performance cinesi. Già i cinesi: nessun rischio su quel fronte? Francesco Ioppolo allarga le braccia e sorride: «Vedremo. Intanto ci accontentiamo di essere unici in Italia».

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Foto di Luciano Costantini

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